Il Tirreno

Toscana

Giovani e fragilità

Hikikomori, in Toscana sono 6mila i ragazzi che si isolano: un progetto prova a riportarli fuori da casa anche con i giochi online

di Manolo Morandini

	In Toscana si stimano 6mila giovani hikikomori (foto di repertorio)
In Toscana si stimano 6mila giovani hikikomori (foto di repertorio)

Secondo le stime di Hikikomori Italia, sarebbero circa 200mila gli adolescenti coinvolti in forme di ritiro sociale, pari a circa l’1,7 per cento degli studenti tra gli 11 e i 19 anni. Come funziona il progetto Reconnect, il primo attivo sul territorio regionale

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Poco meno di 6mila. Sono i ragazzi e le ragazze toscane precipitati nell’abisso più oscuro, che si sono messi in disparte e hanno deciso di ritirarsi in casa senza più avere rapporti dal vivo con l’esterno. La scelta dell’isolamento, l’addio alla scuola. Secondo le stime di Hikikomori Italia, sarebbero circa 200mila gli adolescenti coinvolti in forme di ritiro sociale, pari a circa l’1,7 per cento degli studenti tra gli 11 e i 19 anni. Un dato in forte crescita nonostante la difficoltà di avere stime puntuali aggiornate: nel 2020 i ragazzi che avevano smesso di frequentare i coetanei nella vita extrascolastica erano stimati in 100mila. Per rispondere in modo strutturato a questa emergenza nasce Reconnect, il primo progetto attivo sul territorio regionale dedicato esclusivamente alla prevenzione del ritiro sociale e dell’abbandono scolastico precoce.

L’obiettivo è quello di sviluppare percorsi formativi specializzati e strumenti digitali avanzati a supporto di insegnanti, dirigenti scolastici, psicologi ed educatori, per intercettare precocemente le situazioni di fragilità e accompagnare i giovani verso un rinnovato coinvolgimento educativo e relazionale. Il terreno d’incontro sarà una piattaforma di gioco online, pensata sia per gli adolescenti in ritiro sociale che per gli adulti di riferimento. Uno spazio digitale sicuro di dialogo, confronto e sperimentazione, in cui le dinamiche ludiche si integrano con percorsi educativi strutturati, favorendo motivazione, partecipazione e la costruzione di relazioni significative.

Il progetto Reconnect vede come capofila il Consorzio Co&So e la partecipazione dell’Associazione Hikikomori Italia. È finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea, nell’ambito dei partenariati di cooperazione nel settore dell’istruzione scolastica, e si sviluppa in Italia, Irlanda, Romania, Austria e Spagna, con l’obiettivo di costruire modelli replicabili di prevenzione e intervento sul ritiro sociale giovanile integrando scuola, educazione e digitale. «Dopo molti anni, che lavoriamo con adolescenti e giovani adulti – spiega Claudia Calafati, presidente di Co&So – ci sentiamo ingaggiati nella sperimentazione di proposte concrete per la prevenzione e il contrasto di fenomeni come il ritiro sociale. L’impegno ulteriore sarà quello di coinvolgere fin da subito le istituzioni, per esempio attivando cabine di regia regionali, per monitorare gli interventi e sistematizzare le pratiche maggiormente efficaci, rendendole politiche pubbliche».

Il presidente dell’associazione nazionale Hikikomori Italia, Marco Crepaldi, sottolinea che «il cuore del progetto risiede nell’attivazione di percorsi formativi d’eccellenza per fornire a insegnanti ed educatori gli strumenti per intercettare precocemente i segnali di isolamento. Investire nella formazione significa trasformare la scuola in un presidio attivo capace non solo di riconoscere il ritiro sociale, ma di guidare con competenza i processi di reintegrazione educativa degli adolescenti». Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Italia Genitori Ets, aggiunge come l’hikikomori rappresenti «un grave fenomeno sociale, che porta molti ragazzi ad abbandonare per mesi o anni le relazioni, vivendo in solitudine nelle proprie stanze. Al disorientamento delle famiglie, la società risponde troppo spesso con giudizi, isolamento o addirittura sanzioni. È necessario un cambiamento culturale, che doti la comunità di consapevolezza e nuovi strumenti per prendersi cura dei propri giovani».

Il progetto si inserisce in un percorso già avviato sul territorio fiorentino insieme alla cooperativa sociale Il Girasole con il progetto Edugamer, che valorizza le potenzialità dei videogiochi come strumenti di ingaggio e relazione. «Educatori di strada appositamente formati – dice Simona Pancari, responsabile Area Educazione di Co&So – diventano operatori capaci di condurre percorsi educativi basati sul gioco digitale all’interno di spazi attrezzati che favoriscono partecipazione e inclusione».




 

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