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La tragedia

Livorno, morto sul lavoro a 50 anni: Federico e la passione condivisa con il figlio Alessio – «Babbo ora tifa da lassù»

di Redazione Pontedera

	Federico Ricci insieme al figlio Alessio
Federico Ricci insieme al figlio Alessio

Il ricordo della società sportiva in cui la vittima svolgeva attività da dirigente e il figlio invece figura come atleta: «Era una persona unica»

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PONSACCO. «Una persona solare, un uomo affabile, rispettoso, che sapeva spesso sorridere e lanciarti un messaggio o un segnale della sua presenza. Sapeva sempre come comportarsi e quando agiva lo faceva a proposito. Mancherà tanto, e farà male realizzare di non vederlo più al fianco della squadra, al banco dei segnapunti o in un posto qualsiasi della palestra dove sicuramente serviva e dava una mano».

La tragedia sul lavoro e il lutto della Pallavolo Cascina

È un grande vuoto quello sentito dalla Pallavolo Cascina dopo la morte di Federico Ricci, 50 anni, livornese ma residente da oltre vent’anni a Ponsacco, dipendente della BigMat Casarosa di Navacchio ucciso da un braccio meccanico nella mattina di venerdì 23 gennaio mentre scaricava dei pancali di piastrelle nel piazzale della ditta edile “Ardenza” a Livorno. Per la società cascinese Ricci era diventato in pochi anni una figura di riferimento, sia come babbo di Alessio, classe 2007, giocatore della squadra di Serie D maschile, che come dirigente accompagnatore. Di loro resta una bellissima foto che li ritrae insieme, felici. 

L’inserimento nella società e l’impegno come dirigente

«Federico e Alessio erano approdati alla Pallavolo Cascina da non molto tempo (prima il ragazzo giocava a basket nella Juve Pontedera, ndr), ma si erano inseriti in modo infinitamente e sorprendente bello e soprattutto con tante prospettive future, lui come dirigente e il figlio come atleta – raccontano dalla società presieduta da Luca Tremolanti – Federico si era fatto apprezzare perché senza tanti "fronzoli" faceva ciò che serviva. Lo sport, ai livelli dilettantistici come quelli di Pallavolo Cascina, ha un infinito bisogno di figure così. Federico era un vero alfiere degno di avere un futuro sportivo insieme a suo figlio Alessio, che speriamo di poter presto riabbracciare e tenere con noi a lungo nelle squadre di categoria».

La vicinanza del club alla famiglia

Di fronte alla tragedia, il club non esita infatti a tendere più di una mano al giovane giocatore e alla famiglia. «Alessio, un pensiero a te e a mamma Francesca, con l'incoraggiamento a entrambi di avere tanta forza per il futuro, una forza come quella che hai quando sei in squadra – la dedica del club –. La pallavolo cercherà di fare la sua parte, per quello che sarà possibile e per quanto tu vorrai. Un abbraccio a te ed una preghiera per il tuo babbo che continuerà a vederti, sorridendo da lassù».

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