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Mps-Mediobanca, via libera alla fusione: concambio fissato a 2,45 azioni

di Redazione web
Mps-Mediobanca, via libera alla fusione: concambio fissato a 2,45 azioni

La fusione, attesa entro il 2026, passa ora al vaglio delle assemblee straordinarie degli azionisti di Rocca Salimbeni e piazzetta Cuccia

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Via libera alla fusione con incorporazione di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena, varata dai Consigli di Amministrazione dei due istituti nelle rispettive riunioni. La fusione, la cui efficacia è prevista entro la fine del 2026, dovrà ora affrontare l'approvazione delle Assemblee straordinarie degli azionisti di Rocca Salimbeni e piazzetta Cuccia. Assemblea in vista delle quali è stato anche fissato - a 2,45 azioni di Siena per ciascuna azione ordinaria di Milano - il rapporto di concambio. Rapporto determinato, spiegano i due istituti, tenendo conto della distribuzione dei dividendi relativi all'esercizio 2025, e lievemente superiore alle medie stimate dai principali analisti finanziari, che si aggiravano tra le 2,2 e le 2,4 azioni.

La decisione sulla fusione e sul concambio sono arrivate in seguito a una giornata positiva sul mercato nei confronti dei titoli dell'istituto senese e della banca fondata da Enrico Cuccia, che si sono attestati rispettivamente a +4,95% (scambiato a 7,39 euro per azione) e +5,04% (scambiato a 16,16 euro per azione). La deliberazione dei CdA era passaggio necessario in vista dell'esecuzione delle strategie indicate da Siena nei confronti del 'salotto' della finanza milanese. Mps, lo scorso 27 febbraio - nell'ambito della presentazione del suo piano industriale al 2030 - aveva confermato la scelta della piena integrazione di Mediobanca, con fusione per incorporazione e conseguente delisting, mantenendo però il marchio dell'istituto meneghino con focus su corporate & investment banking e private banking. Ma sulla direzione da intraprendere peserà ora l'assetto della futura governance dell'istituto senese, dopo l'uscita di scena dell'ad Luigi Lovaglio, escluso dalla lista per il rinnovo del board.

A procedere nel progetto di integrazione, dopo che le assemblee straordinarie dei soci dei due istituti avranno approvato la fusione, saranno infatti le nuove rispettive governance di Siena e Milano. Se per Mediobanca è già operativo Alessandro Melzi d'Eril, scelto come nuovo amministratore delegato al posto di Alberto Nagel, per l'identica carica a Siena tra i candidati possibili al ruolo di ceo ci sono Fabrizio Palermo, Carlo Vivaldi e Corrado Passera. «Il dibattito sulla successione alla guida di Mps, con l'individuazione di una possibile terna di candidati da sottoporre all'assemblea dei soci, conferma quanto la partita resti ancora tutta da scrivere», ha sottolineato intanto Carlo Magni, segretario Responsabile Uilca Gruppo e Banca Mps, e questo «non soltanto per quanto riguarda gli equilibri interni alla banca, ma anche per le implicazioni più ampie che una eventuale integrazione con Mediobanca potrebbe avere sugli assetti del sistema finanziario nazionale». Proprio per questo la fase che si apre «richiede senso di responsabilità e visione industriale. Le scelte che verranno compiute nelle prossime settimane non riguardano soltanto la composizione dei vertici societari, ma il futuro di una banca che rappresenta un presidio storico del credito italiano e una componente rilevante dell'architettura finanziaria del Paese», aggiunge Magni, per il quale «preservarne la stabilità e valorizzarne il percorso di ricostruzione resta, oggi più che mai, un interesse che travalica le dinamiche contingenti della governance e chiama in causa l'intera comunità economica e istituzionale».

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