Il karate, uno stile di vita: il campione Andrei Razvan Manolescu si racconta (aspettando i Mondiali in Romania)
Studentessa intervista l’atleta doppia medaglia di bronzo agli Europei del 2023 di Antibes, medaglia di bronzo agli Europei del 2024 a Varsavia e agli Europei del 2025 a Riga
Non solo grandi vittorie: il karate come grande passione e stile di vita. Andrei Razvan Manolescu, doppia medaglia di bronzo agli Europei del 2023 di Antibes, medaglia di bronzo agli Europei del 2024 a Varsavia e agli Europei del 2025 a Riga, è un atleta disciplinato e soprattutto molto appassionato di karate. Ad oggi è cintura nera II Dan, si allena alla scuola di karate di Pistoia ("TSC Karate") e condivide una visione molto sentita di questo sport come vero e proprio stile di vita.
«Ho iniziato a praticare questo sport nel 2012, quindi sono ormai 13 anni che percorro questa strada. Viene infatti definita così questa arte marziale: un vero e proprio stile di vita. Insegna a vivere la quotidianità con calma, pazienza e controllo. Una volta iniziato questo percorso, la tua vita diventa parte integrante di esso. Porto quello che ho imparato dallo sport nella routine di tutti i giorni».
L’atleta è stato notato dagli allenatori della squadra azzurra grazie al suo impegno in entrambe le specialità del karate: il kata e il kumite. Molto spesso i karateka si concentrano su una sola di queste, per Manolescu è stato amore a prima vista, egli infatti ha maturato l’idea che una disciplina aiuti l’altra ed è importante portarle avanti entrambe. Grazie a questo approccio è riuscito a sviluppare in parallelo sia il kata che il kumite e proprio durate l’esame di cintura nera I Dan, circa tre anni fa, è stato convocato per la prima volta in nazionale per gareggiare agli Europei tenutisi nei mesi di ottobre e novembre. Prossimamente, nel 2026, Andrei gareggerà ai mondiali di Cluj-Napoca in Romania. «L’emozione per questa esperienza è doppia, gareggio prima di tutto per me stesso, per riscontrare quanto ha fruttato il mio allenamento fisico e mentale sotto stress. La preparazione infatti è una sfida continua: studiando ingegneria riesco ad allenarmi solo tre volte a settimana. Punto tutto sulla qualità degli allenamenti per arrivare pronto a luglio». Per riuscire a praticare uno sport a livelli molto alti non basta la preparazione atletica ma occorre anche una mentalità vincente come quella di Andrei.
«La mia filosofia è chiara: non considero la sconfitta una vera perdita, ma una vittoria diversa. È il momento in cui mi rendo conto che posso migliorare ancora e capisco cosa mi manca per arrivare, un giorno, a quel risultato». Quando gli ho chiesto cosa o chi lo spinge a non mollare nei momenti più duri ha risposto così: «C’è una figura molto chiara nella mia mente per cui fatico ogni giorno: il me stesso tra dieci anni. Mi immagino nel futuro ad un livello ancora superiore, con una condizione mentale e fisica più evoluta. Voglio dedicare il mio tempo e le mie risorse al qui ed ora affinché il me del futuro possa guardarsi indietro ed essere felice della strada intrapresa, grato per la costanza che ci ho messo per portarlo fin lì». Oltre ad una grande motivazione personale non è mancato l’appoggio da parte dei genitori e la motivazione stimolante del suo maestro che hanno portato Andrei al livello più alto raggiunto fino ad ora.
*Studentessa di 17 anni dell’Istituto E. Majorana di Capannori
