Il Tirreno

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La decisione

Beatrice Venezi direttrice musicale del Teatro La Fenice: approvata la nomina, sarà in carica da ottobre

di Paolo Martini

	Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

La decisione del Consiglio d’Indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica dopo settimane di tensioni interne alla Fondazione, con proteste e prese di posizione da parte delle maestranze. Contratto di quattro anni

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Via libera alla nomina di Beatrice Venezi alla guida dell'Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio d'Indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica, che si è riunito oggi con il presidente, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha espresso «approvazione per la nomina del maestro Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro e per l'accurata relazione del sovrintendente Nicola Colabianchi».

Le proteste

L'impegno di Beatrice Venezi, con un contratto di quattro anni, «avrà inizio dal prossimo mese di ottobre», come precisa il comunicato del CdI. Dal 22 settembre scorso, giorno in cui è avvenuta la designazione di Venezi da parte del sovrintendente Colabianchi, le maestranze dl Teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei e scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 35enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza del prestigio del Teatro veneziano e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe.

I motivi della scelta

Nella sua relazione al Consiglio di Indirizzo, come riporta l'Adnkronos, Colabianchi ricorda che per le Fondazioni lirico-sinfoniche la legge sancisce la competenza esclusiva del sovrintendente rispetto alla nomina del direttore Musicale. Tutti ne siamo ben consapevoli. «Tuttavia, il senso di responsabilità istituzionale che accompagna la mia funzione e l'attenzione mediatica orchestrata intorno a La Fenice mi spingono a un atto che, seppur non dovuto, considero opportuno, ossia rivolgermi a voi del Consiglio d'Indirizzo - ha detto Colabianchi nella relazione di cui l'Adnkronos ha preso visione - per mettervi a conoscenza in modo ufficiale e minuzioso delle ragioni, del contesto e degli obiettivi che hanno orientato la mia scelta, affinché sulla stessa possiate esprimere un parere di approvazione o di dissenso, di cui sarà mia cura tenere conto».

Colabianchi ha voluto affermare un principio: «Chi riceve la responsabilità di guidare i teatri d'opera e le grandi istituzioni musicali ha il dovere di giudicare e scegliere sulla base di competenza, responsabilità e visione, non sulla base di consuetudini o sotto stretta osservanza di modelli di potere ereditati. La Fenice è il luogo che ha ospitato prime mondiali di compositori che, al loro tempo, furono considerati innovatori, talvolta controversi. Per oltre due secoli, ha dimostrato una costante apertura alle novità musicali, assumendosene il rischio. La grandezza della Fenice non risiede soltanto nella custodia della tradizione, ma nella capacità di riconoscerne le evoluzioni prima che diventino consuetudine. È in questo solco che si colloca la mia decisione di nominare il maestro Beatrice Venezi quale direttore musicale del Teatro La Fenice, una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età. In un contesto spesso segnato da percorsi direttoriali lunghi e insistiti, la decisione di affidare un incarico di tale rilievo a un'esponente di una nuova generazione rappresenta un atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento».

Il profilo artistico

Il sovrintendente Colabianchi ha poi riportato il curriculum di Beatrice Venezi, attualmente direttore principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires, che ha ricoperto il ruolo di direttore principale ospite dell'Orchestra della Toscana, direttore principale ospite del Festival Puccini di Torre del Lago e direttore artistico della Fondazione Taormina Arte presso il Teatro Antico di Taormina; inoltre è stata membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio per la Cultura dal 2019 al 2022 e consigliere per la musica del Ministro per la Cultura della Repubblica Italiana nel biennio 2022-2024. Sono state poi ricordate le collaborazioni con interpreti di fama internazionali e con istituzioni prestigiose. Secondo il sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, la scelta «risponde, poi, a una coerenza artistica e progettuale di natura strettamente musicale. Beatrice Venezi possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all'analisi strutturale del testo musicale, alla chiarezza dell'articolazione formale e al controllo dell'equilibrio timbrico orchestrale. Il suo profilo si colloca pienamente nella tradizione direttoriale italiana ed europea, con particolare attenzione al repertorio operistico, affrontato attraverso un rapporto rigoroso con la scrittura vocale, l'agogica e il rapporto tra buca e palcoscenico».

«La cifra complessiva del suo lavoro risiede dunque in un equilibrio tra fedeltà alla partitura, prassi esecutiva storicamente informata e capacità di restituire attualità al linguaggio musicale, senza forzature interpretative né letture museali. Tale impostazione risulta pienamente coerente con l'identità del Teatro La Fenice, storicamente impegnato a unire la tutela del grande repertorio con l'assunzione di responsabilità nei confronti dell'evoluzione del linguaggio musicale - ha spiegato Colabianchi nella sua relazione - Vi è poi una motivazione di natura istituzionale. Il direttore musicale oggi non è soltanto un interprete sul podio, ma una figura chiamata a concorrere alla continuità dell'indirizzo artistico, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell'immagine del Teatro. In questo senso, la designazione di Beatrice Venezi è fondata sulla sua capacità di assumere una responsabilità ampia e strutturata valorizzando un percorso di crescita destinato a rafforzarsi. Ulteriore elemento è la sua capacità di parlare a pubblici diversi, inclusi coloro che si avvicinano oggi con maggiore esitazione alla musica colta. Senza rinunciare al rigore artistico, il Teatro ha il dovere di interrogarsi sulla propria sostenibilità culturale e sul rinnovamento generazionale del pubblico. L'accessibilità e la comunicazione non sono elementi estranei alla missione di un'istituzione pubblica, ma strumenti al servizio della sua vitalità - ha evidenziato Colabianchi - La nomina si inserisce, come già ricordato, in una scelta consapevole di valorizzare il talento italiano, non in chiave difensiva o domestica, ma come affermazione di una leadership artistica nazionale capace di dialogare e competere nel contesto internazionale. La Fenice ha storicamente svolto questo ruolo, e intende continuare a farlo. Non posso poi ignorare - pur senza farne un argomento retorico - il valore simbolico di una scelta che contribuisce alla normalizzazione della presenza femminile nei ruoli apicali della musica. Non una nomina 'in quanto donna', ma una nomina che prescinde dal genere proprio perché fondata su competenza, progetto e responsabilità».

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