Il Tirreno

Toscana

La riflessione

Fast fashion, cosa c'è dietro la produzione di vestiti a basso costo

di Cecilia Paoli (*)
Fast fashion, cosa c'è dietro la produzione di vestiti a basso costo

Le implicazioni degli indumenti usa e getta: serve un equilibrio, riflettendo su cosa sono e cosa comportano per arrivare a una soluzione definitiva

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Magliette, jeans e felpe a pochi euro, nuove collezioni ogni settimana. La fast fashion (moda veloce) è un modello che ha rivoluzionato il modo di vestire dei giovani. Vengono proposti capi d’abbigliamento che riproducono le ultime tendenze a prezzi accessibili per tutti. Ma dietro questa apparente convenienza, si trovano aspetti molto negativi.

La produzione rapida e il continuo cambio di collezioni spingono le persone, soprattutto i giovani, a comprare sempre più del necessario. A risentire di questa continua produzione è l’ambiente, infatti l’industria tessile è tra le più inquinanti al mondo: consuma enormi quantità di acqua, produce emissioni legate al trasporto delle merci e rifiuti. Molti indumenti vengono indossati poche volte prima di finire dimenticati nell’armadio e rimpiazzati da altri capi più alla moda. La velocità con cui cambiano le tendenze incentiva un consumo impulsivo e continuo.

Un altro aspetto negativo riguarda le condizioni di lavoro nell’ambito della produzione tessile. Per ottenere dei prezzi bassi, la lavorazione avviene in paesi dove i costi della manodopera sono minimi e le tutele per i lavoratori limitate. Salari bassi, turni lunghi e sicurezza scarsa sono i problemi principali dei lavoratori del settore. Le conseguenze si trovano anche a livello locale. I piccoli negozi chiudono sempre di più poiché rimpiazzati dalle grandi catene fast fashion e per il loro prezzo poco competitivo. Negli ultimi anni, però, sta emergendo una maggiore attenzione verso questo tema. Infatti sempre più giovani decidono di comprare nell’ambito dell’usato o scelgono di acquistare meno e con maggiore consapevolezza. Il fast fashion rimane comunque una realtà diffusa, che comporta conseguenze ambientali, sociali ed economiche importanti.

Bisogna trovare un equilibrio, riflettendo su cos’è e cosa comporta questo fenomeno per arrivare a una soluzione definitiva.

* Studentessa di 16 anni del Liceo XXV Aprile di Pontedera
 

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