Il Tirreno

Toscana

Meteo pazzo

Abetone, la super nevicata è una beffa: la situazione (molto complicata) degli impianti e degli hotel

di Mario Neri

	22 aprile: 3 scatti dal comprensorio dell'Abetone
22 aprile: 3 scatti dal comprensorio dell'Abetone

Legambiente: «Il Lamma conferma che anche in Toscana quello appena passato è stato l’inverno più caldo di sempre»

23 aprile 2024
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ABETONE. Al Regina stavano già preparando i gazebo, le siepi e i fiori per la stagione estiva. «Son qui a mettere le coperte alle piante, questo gelo sennò me le secca tutte», dice Davide Gavazzi, titolare dello storico hotel e uno dei rappresentanti degli albergatori dell’Abetone. Chi pensasse di farsi un 25 aprile sugli sci sappia che non lo troverà aperto. E come il Regina neppure le Piramidi e molti altri hotel. Abbiamo provato a prenotare: «No, ci dispiace, chiusi. Ci vediamo a giugno». «Non troviamo personale. Da noi servirebbero almeno 6 addetti. Per riaprire un albergo serve almeno una settimana di tempo. In due o tre giorni è impossibile. Sono nella stessa condizione anche le altre strutture, soprattutto quelle medio grandi», dice Gavazzi.

Il guaio è che i quasi 50 centimetri di neve sotto cui ieri si sono risvegliati Abetone, Val di Luce, Fiumalbo e Cutigliano per ora hanno il sapore di una beffa. La montagna imbiancata a primavera non dà garanzie. «Non possiamo dire adesso se riusciremo ad attivare gli impianti di risalita e quali – dice Rolando Galli, presidente della Saf, la società Abetone funivie – Lo sapremo solo domani (oggi, ndr) . Già tre giorni fa la nevicata si è sciolta dopo qualche ora di sole. Purtroppo, in questa stagione tragica, questa è una prima neve, sotto il manto bianco c’è la terra. Ed è difficile che riesca ad attecchire se si rialzano le temperature». Nessuno qui spera che questa tempesta fuori stagione la stagione possa salvarla. E in più la Protezione civile regionale ha emanato un codice giallo per il rischio valanghe su Apuane a Appennino Tosco settentrionale.

«Non scherziamo – continua Galli – Contiamo perdite di almeno il 70%». Tanto che dalla montagna pistoiese è già partito l’allarme al governo Meloni. Il 7 marzo è arrivata in visita la ministra del turismo Daniela Santanché e ha promesso che si sarebbe attivata per assegnare ristori e aiuti. La flessione farà male al comprensorio. Basti pensare che nel 2022 la Saf aveva totalizzato 4, 1 milioni di euro di fatturato, 3, 7 milioni l’Abetone Multipass, la società che controlla gli impianti in Val di Luce. Erano andati perfino meglio i primi mesi del 2023, ma anche se avessero entrate in linea, staremmo parlando di circa 10 milioni in meno. Senza considerare tutto l’indotto. «Non potremo aprire tutto – dice Andrea Formento, direttore degli impianti della Val di Luce e presidente nazionale Federfuni – Con la conclusione anticipata della stagione invernale a causa dell’assenza di neve, molte attrezzature di sicurezza erano state smontate. In Val di Luce stiamo ipotizzando di far girare le seggiovie delle Tre Potenze e valutiamo il Gomito. Niente Passo d’Annibale».

Certo, il meteo impazzito interroga l’Abetone sul suo futuro. Il cambiamento climatico imporrà una revisione del modello di offerta turistica? C’è chi è convinto, come Galli, che «proprio quest’ultima nevicata dimostri come non sono veri gli allarmi sul fatto che l’Abetone non sarà più una località sciistica», e chi invece sta già facendo i conti con la mutazione: «Ho 60 anni e non ho mai visto un inverno così caldo – dice Gavazzi – Il riscaldamento del pianeta ci costringe a una nuova filosofia. In fondo, se prima i villeggianti facevano ferie estive a frescheggiare a 800 metri di altitudine, dall’estate del Covid vediamo arrivare molti turisti».

Ieri, anche Legambiente ha lanciato un avviso. In Toscana l’inverno 2023-24 è stato da record, tanto da classificarsi il più caldo di tutti i tempi, come lo era già stato l’autunno. L’anomalia di temperatura, secondo i dati forniti dal Consorzio Lamma, è stata di +2.4 gradi rispetto al periodo 1991-2020, che sale a 2.8 gradi paragonata alle temperature del trentennio 1961-1990.

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