Il Tirreno

Toscana

La testimonianza

Trovata morta in albergo, il sindaco: «Stavano scappando da qualcuno». Il cartello all’edicola, i sospetti e un paese sconvolto

di Ilenia Reali

	Il cartello all'edicola e la coppia
Il cartello all'edicola e la coppia

Luca Ferrarini è il primo cittadino di Bonomerse, la frazione dove abitava Rossella Cominotti con il marito Alfredo Zenucchi: «Non c’erano problemi sentimentali»

08 dicembre 2023
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CREMONA. «Una cosa è certa. Si sono allontanati volontariamente, il cartello lasciato all’edicola con scritto: “Chiudiamo alle 16,30 per motivi familiari”, secondo me, lo dice abbastanza chiaramente. Ma, vuol sapere cosa penso? Stavano scappando da qualcuno. Un’idea ce l’ho ma per il momento me la tengo per me». A parlare Luca Ferrarini, il sindaco di Bonemerse, quasi un quartiere di Cremona di appena 1.500 abitanti. Il municipio e l’edicola sono uscio e bottega. Le porte si guardano, un triangolo tra palazzo comunale, edicola e bar, la Vecchia Pesa.

Perché Rossella Cominotti, la donna trovata morta in un hotel nello Spezzino, e Alfredo Zenucchi se ne sarebbero andati in tutta fretta? «Non problemi sentimentali». Economici? «C’è una donna accoltellata in una camera e il marito fermato cosa le devo dire?». Che non è un classico femminicidio? «Lo dice lei», risponde il sindaco facendo intendere che dietro potrebbe esserci qualcos’altro.

E Ferrarini non è un sindaco testimone di un delitto che ha «sconvolto tutto il paese», è colui che ha capito che qualcosa non andava, che ha rintracciato i parenti della coppia e che si è presentato dai carabinieri per la denuncia. «Il 28 mettono il cartello e chiudono», racconta. «Il 30 arrivo in Comune e i giornali sono tutti accatastati fuori dall’edicola. Li prendiamo e li distribuiamo. Li portavano porta a porta. Non si sa nulla della coppia ma sono adulti, avranno un problema. Il giorno successivo la distribuzione chiede a noi cosa fare dei giornali. Aggiungo che chi prendeva i giornali, me compreso, paga a fine mese. E loro cosa fanno? Se ne vanno senza dire niente né alla distribuzione né ai clienti che devono pagarli. Capisco che qualcosa non va».

Ed ecco che il sindaco comincia a indagare. Li ha sposati, cerca i documenti delle nozze avvenute il 9 marzo di quest’anno e celebrate proprio da lui. Arriva ai nomi di alcuni parenti, trova una zia, la avverte. Nel frattempo Ferrarini aveva mandato alcuni paesani e cercarli a casa. «Nel condominio nessuno sa nulla, non li vedono da qualche giorno. Io il 2 decido di andare dai carabinieri e raccontare tutto. Insieme alla zia ricostruiamo la situazione».

A Bonemerse non si capacitano. Sono sconvolti. Sono una coppia gentile, sempre. Riservati. La sensazione è che siano un po’ soli ma nessun accenno di violenza. E’ vero, sono le parole che tutti dicono ma il sindaco lo ripete più volte. «Erano un punto di riferimento per la comunità, l’edicola nei piccoli paesi lo è sempre. Ordinavano i libri per le scuole. Consegnavano il giornale. Non li abbiamo mai visti discutere, lamentarsi. Avere un atteggiamento strano tra loro. La signora Rossella era molto magra, aveva dei problemi di alimentazione, ma sembrava una condizione personale. Non sembrava nascondere una situazione che poteva portare a quello che poi è accaduto».

C’è qualcos’altro. In quel triangolo, Comune-Bar-edicola, lo pensano un po’ tutti.

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