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Capannori, stop alle liste d’attesa con “Pronto Dottore”: medici volontari e visite gratuite – Come funziona il servizio

di Federico Del Carlo (*)

	Il taglio del nastro della sede della Misericordia di Capannori per il primo ambulatorio del Pronto Dottore condiviso dall'Asl Toscana Nord Ovest
Il taglio del nastro della sede della Misericordia di Capannori per il primo ambulatorio del Pronto Dottore condiviso dall'Asl Toscana Nord Ovest

Nella sede della Misericordia nasce il primo ambulatorio specialistico gratuito per chi non può permettersi il privato

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Medici volontari, ambulatori gratuiti e visite specialistiche per chi non può permettersi il privato: a Capannori parte un progetto innovativo che mette al centro solidarietà e diritto alla salute. A dicembre nella sede della Misericordia di Capannori è partito un progetto atteso da mesi: "Pronto Dottore", il primo ambulatorio specialistico gratuito per le fasce più fragili della popolazione attivato dal comune.

Gli obiettivi

Il servizio rappresenta un’iniziativa innovativa e solidale per garantire un accesso veloce e gratuito alle visite specialistiche. Il progetto è nato da un protocollo d’intesa firmato ad aprile 2025 tra il Comune di Capannori, l’azienda Usl Toscana Nord Ovest, le Misericordie del territorio, la Croce Verde e con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il servizio ha un obiettivo chiaro: colmare, almeno in parte, i tempi di attesa, a volte insostenibili, del sistema sanitario pubblico per chi non può permettersi il privato.

«Oggi per noi è un giorno molto emozionante perché prende il via un progetto che ritengo oggi indispensabile», ha dichiarato il sindaco Del Chiaro all’inaugurazione. «La salute è un diritto per tutti e tutte, e pertanto come amministrazione comunale riteniamo si debba garantire l’accesso a visite specialistiche gratuite a quelle persone che oggi sarebbero in difficoltà a prenotare una visita nel settore privato».

Come funziona

Il meccanismo è semplice ma dovrebbe risultare molto efficace. Le visite specialistiche gratuite sono riservate a chi avrebbe tempi di attesa troppo lunghi nel Cup regionale e contemporaneamente rientra in specifici criteri socio-economici: Isee inferiore a 20.000 euro, bambini sotto i 14 anni, familiari conviventi di persone con disabilità grave e utenti dei servizi sociali comunali. Per accedere serve l’impegnativa del medico curante o del pediatra. Per accedere al servizio è necessario chiamare il numero di telefono della segreteria gestita dalle Misericordie. Viene quindi verificata in prima istanza la disponibilità nel Cup pubblico. Solo se non c’è in tempi ragionevoli, viene fissato l’appuntamento con "Pronto Dottore". Il sistema quindi non sostituisce il servizio sanitario nazionale, ma cerca di integrarlo quando necessario.

Medici volontari

Il cuore del progetto è quindi basato sul volontariato, infatti i veri protagonisti del servizio sono i medici volontari, molti in pensione, che hanno deciso di mettere tempo e competenze al servizio della comunità. Come ha sottolineato un medico aderente al progetto si tratta di una scelta di passione e responsabilità civile: «Mettiamo tempo e competenze a disposizione della collettività perché nessuno deve scegliere tra salute e sopravvivenza quotidiana». L’entusiasmo dei medici è stato sorprendente. Già dall’autunno 2025, quando il Comune ha lanciato il bando, le adesioni sono state numerose. Professionisti che hanno dedicato una vita alla cura tornano ora a "curare" la comunità in modo diverso, donando ore preziose della loro pensione o del loro tempo libero.

Comunità solidale

Questa disponibilità ha permesso di attivare diverse visite specialistiche che coprono molteplici aree tra cui cardiologia, neurologia, ginecologia, urologia, reumatologia, psichiatria, medicina interna e molte altre. Questo spirito solidale non solo riduce le liste d’attesa, ma rafforza il tessuto sociale: medici che tornano a fare parte attiva della comunità, volontari che rendono possibile l’impossibile, e un’amministrazione che ascolta e coordina. È un aiuto concreto che va oltre la singola visita: crea coesione, riduce disuguaglianze e dimostra che il volontariato può essere il motore per una sanità più umana e inclusiva. Il progetto capannorese non è solo un "ponte" per le visite urgenti, ma un esempio di solidarietà comunitaria che potrebbe ispirare altri territori. In un’epoca di risorse limitate e liste d’attesa infinite, dimostra che il diritto alla salute si difende anche con la partecipazione attiva di medici, volontari e amministrazioni locali.

(*) Studente di 18 anni del Liceo Scientifico E.Majorana di Capannori

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