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Prato, sfruttamento e paghe da fame nella moda: commissariato il marchio Piazza Italia – Cosa è stato scoperto

di Redazione Prato

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Per la prima volta in Toscana la Procura ha ottenuto il provvedimento nei confronti di una società con sede a Nola che faceva produrre capi di abbigliamento a due confezioni cinesi

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PRATO. Per la prima volta in Toscana una Procura ha ottenuto dal Tribunale di prevenzione di Firenze un provvedimento di amministrazione giudiziaria nei confronti di un’impresa che ha sfruttato la manodopera grazie all’intermediazione di due aziende cinesi. Ne dà notizia oggi, 2 febbraio, il procuratore di Prato Luca Tescaroli.

Cosa dice la Procura

La società – Piazza Italia – messa in amministrazione giudiziaria ha sede a Nola, in provincia di Napoli, e secondo la Procura si sarebbe avvantaggiata rispetto ai concorrenti affidando la produzione di capi di abbigliamento, fin dal 2022, a due ditte cinesi che sfruttavano la manodopera secondo l’ormai collaudato sistema di turni di 12 ore, sette giorni alla settimana, con paghe inferiori a quelle previste dal contratto nazionale di lavoro. Così facendo, calcola la Procura, la società di Nola, titolare di un noto brand di moda, avrebbe ottenuto un margine di profitto del 300% rispetto ai costi di produzione.

Di cosa parliamo

La novità di questa inchiesta, nella quale il grosso del lavoro investigativo è stato compiuto dal Gruppo anti-sfruttamento dell’Asl Toscana Centro (insieme a guardia di finanza e polizia municipale), è che l’accusa di sfruttamento viene estesa dai titolari cinesi delle due aziende di Prato all’azienda di Nola a cui si contesta di non aver vigilato sulle condizioni nelle quali venivano prodotte le proprie commesse. Nel corso delle perquisizioni non sono stati trovati contratti formali per le commesse affidate alle due aziende cinesi, né traccia di “audit”, cioè i controlli sulle condizioni di lavoro. Il committente si preoccupava solo della qualità di quello che riceveva. C’era un problema di competenza territoriale, visto che la società ha sede a Nola, ma il Tribunale di prevenzione ha stabilito che il provvedimento può essere chiesto anche da una Procura circondariale, e questo è il primo che viene adottato in Toscana. Provvedimenti simili sono stati invece adottati dalla Procura di Milano nei mesi scorsi nei confronti di grandi case di moda accusate delle stesse irregolarità, cioè aver affidato a imprese senza scrupoli la produzione di capi d’abbigliamento che venivano prodotti in condizioni di sfruttamento e poi venduti a prezzi molto alti sfruttando il nome del brand.

La durata

L’amministrazione giudiziaria applicata alla società di Nola avrà la durata di un anno, una durata che secondo la Procura ha una “funzione terapeutica”: consente alla società di continuare a operare sul mercato e le dà il tempo di troncare i rapporti con le aziende che sfruttano i lavoratori.

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