Montemurlo: «Abbiamo fermato l’illegalità», o forse no
Il Comune aveva annunciato lo stop a una stireria, che però lavora come se nulla fosse
MONTEMURLO. Sembrava un caso chiuso, almeno per il momento, quello della Noa Group, l’azienda che fa capo agli stessi titolari de L’Alba di via delle Lame, chiusa da settembre, che aveva ripreso l’attività in via Pomeria dopo aver lasciato a casa 18 operai iscritti al Sudd Cobas.
Mercoledì, poche ore dopo la segnalazione della ripresa dell’attività, era arrivato lo stop da parte del Comune. «Ho disposto un provvedimento di immediata cessazione dell’attività – aveva detto il sindaco Simone Calamai – In quell’immobile produttivo, in base alla nostra pianificazione urbanistica, trattandosi di una zona mista a tessuto produttivo e residenziale, l’attività di stireria, che ha provato a ripartire stamattina, non può stare».
E invece il caso non è chiuso. Se n’è accorto lo stesso sindacato Sudd Cobas che ieri pomeriggio, 6 gennaio, dopo che mercoledì aveva smontato il presidio, è andato a dare un’occhiata e ha constatato che l’attività era ripresa come se nulla fosse.
«Abbiamo potuto verificare con i nostri occhi che è così – racconta Luca Toscano del Sudd Cobas – La caldaia che alimenta l'impianto è accesa e dentro si lavora. Due giorni fa il Comune di Montemurlo aveva comunicato di aver disposto la cessazione immediata delle attività per assenza di autorizzazioni».
In effetti la nota del sindaco di due giorni prima era inequivocabile. «A Montemurlo l’illegalità non può trovare terreno fertile sul quale attecchire e ancora una volta abbiamo impedito che un’azienda, senza le necessarie autorizzazioni, potesse operare sul territorio». Così evidentemente non è stato. Dal Comune spiegano che effettivamente è stato avviato un procedimento ma servono alcuni giorni prima che diventi effettivo. E così il Sudd Cobas ha riallestito il presidio.
