Piaggio-Ceva, in 12 perdono il posto di lavoro: scattano sciopero e presidio
Pontedera, i sindacati chiedono l’internalizzazione dei dipendenti rimasti senza lavoro nel passaggio tra aziende
PONTEDERA. L’adesione allo sciopero è stata totale, così come è stata massiccia la presenza, nonostante la giornata di pioggia, al presidio organizzato dai sindacati. I lavoratori Amex e Ceva dopo una lunga assemblea hanno deciso di scendere in sciopero a tutela dei 12 lavoratori del reparto “Prodotto Finito” situato all’interno dello stabilimento Piaggio. Ai dodici lavoratori è arrivata la lettera di licenziamento da parte di Amex e non c’è accordo sulla riassunzione. Oggi l’azienda Amex, operante in subappalto per Ceva Logistics nel magazzino ricambi e per Dsv al carico del prodotto finito, entrambi all’interno dello stabilimento Piaggio di Pontedera, di fatto conclude la propria attività. Sono 12 i lavoratori che rischiano di restare “schiacciati” da questa situazione. Così è scattato prima lo sciopero per l’intera giornata di ieri e poi il presidio davanti ai cancelli del magazzino Piaggio/Ceva, che riprenderà lunedì mattina. La mobilitazione andrà avanti fino a quando non saranno prese decisioni per internalizzare anche i 12 operai che in questo momento sono stati licenziati. Sette di questi lavorano a tempo pieno, ormai da anni, nel magazzino. Gli altri hanno sempre lavorato con un part time verticale, che risente anche della stagionalità della produzione.
Una storia complessa con un giro di appalti, fanno notare i sindacati, che hanno anche presentato una segnalazione all’ispettorato del lavoro.
«Oggi cessa l’attività Amex, in subappalto per Ceva Logistics nel Magazzino Ricambi e per Dsv al carico del Prodotto Finito nello stabilimento Piaggio di Pontedera. Sono 99 i lavoratori coinvolti, che rivendicano l’applicazione della clausola sociale per garantire continuità occupazionale e reddito, ma ad oggi manca un accordo per la disponibilità delle multinazionali a riassorbire l’intero organico» comincia con un intervento di Sinistra italiana.
«Questa è l’ennesima prova che gli appalti sono diventati una giungla dove si precarizza e si scaricano i costi sulle persone – dichiara Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa – . La clausola sociale va applicata subito: chi lavora da anni in quello stabilimento non può essere espulso come se fosse invisibile». Per Gianni Ferdani, Segretario del Circolo Valdera, «qui si crea un precedente gravissimo: nessun cambio appalto può trasformarsi in licenziamenti mascherati. Serve l’intervento immediato delle istituzioni». Sinistra Italiana esprime solidarietà alla mobilitazione e rilancia: «Serve una svolta nazionale: clausola sociale vincolante in tutti i cambi appalto, responsabilità piena dell’appaltante lungo la filiera, stop al dumping e salario minimo. Perché un Paese che accetta lavoratori usa e getta rinuncia al proprio futuro», conclude Piu. La protesta non si fermerà. «Se si tocca uno, si tocca tutti», si legge nel maxi striscione davanti ai cancelli del magazzino Piaggio-Ceva.
