Auguri “Lupo bianco”, da 70 anni un luogo iconico per Abetone (e non solo)
Da 50 anni è gestito dalla famiglia Viti: «Da noi attori, sportivi e cantanti»
ABETONE. Catherine Spaak era una cliente abituale. Non sono mancati sportivi di un certo livello, altri attori e un giorno anche il cantante dei Simply Red, Mick Hucknall, che si fermò nel locale per prendere un caffè prima di proseguire verso il confine emiliano.
È vero che il nome di Abetone è legato al leggendario Zeno Colò e ad altri suoi campioni. Ma chi arriva nella capitale dello sci toscano non può esimersi dal fermarsi in un locale storico del paese, posto nella piazza, e consumare qualcosa. Perché anche il nome “Il Lupo bianco” rende riconoscibile il paese appenninico.
Un locale di intrattenimento che da una vita accoglie turisti e residenti e che affonda le sue radici nella storia del luogo. Ed è proprio oggi che Edoardo Viti, gestore del locale assieme alla moglie Erika, festeggia i 70 anni dalla nascita di questa realtà. Una doppia festa, perché se “Il Lupo bianco” spegne 70 candeline sulla torta, la famiglia Viti ne spegne 50 da quando è iniziata la loro gestione. «Questo immobile è stato realizzato ex novo – spiega Edoardo Viti – per volontà di Luigi Biondi e di suo zio Caniparoli nel 1953. Furono loro i primi gestori e nel 1976 lo rilevò la mia famiglia (babbo Vittorio e mamma Ivana Fedeli). Mio padre aveva cominciato a lavorare come dipendente e una volta imparato il mestiere, decise di rilevarlo». Adesso Edoardo è l'unico erede a mandare avanti questo locale con la collaborazione importante della moglie.
Oltre all'attività di bar, fino al 1976 esisteva anche un ristorante, che poi cessò l’attività. Nel corso degli anni, l'offerta al pubblico si è adeguata ai tempi che cambiavano e adesso è soprattutto musica-bar, discoteca, colazioni «e negli ultimi anni – aggiunge Edoardo – anche angolo gelateria». Poi aggiunge. «Questo locale è sempre stato un punto di riferimento per Abetone e non solo. Oserei dire iconico, dove le persone vengono per divertirsi ascoltare la musica dal vivo, fare colazioni e aperitivi. Abbiamo sempre puntato sulla diversificazione dell'offerta».
Oltre a rappresentare un'attrazione e un ritrovo per i clienti “Il Lupo bianco” rappresenta un'occasione professionale. Infatti tra la gestione della parte bar e quella della discoteca, vanta circa 13 dipendenti, tra fissi e stagionali. «Già di per sé la conduzione è a livello famigliare – spiega Viti – ma ormai con i nostri dipendenti ci sentiamo una grande famiglia».
Settanta anni sono una vita. E gestendo un locale importante come questo si ha il polso di come sia cambiato il turismo. «Parlando a livello personale – afferma Viti – secondo me è cambiato in peggio. Nel senso che noi eravamo abituati ad avere un lavoro più costante, perché Abetone viveva di un turismo più stanziale, che occupava gran parte della settimana. Ricordo che abbiamo fatto anche 90 serate consecutive di musica. Adesso sarebbe impossibile. Il turismo è soprattutto mordi e fuggi, concentrato sul fine settimana e si parla soprattutto di pendolarismo. È un modo di lavorare completamente diverso». Oggi pomeriggio, sabato 31 gennaio, la famiglia Viti con il suo staff brinderà ai 70 di vita de “Il Lupo bianco” a partire dalle ore 17 fino alle ore 4 con un programma ricchissimo con musicisti e dj. Ore 17 Apresski, 19,30 apericena, 21 torta e brindisi e dalle 21,30 Dj Set.
