Omicidio all’ex hotel Impero di Montecatini. Individuato anche il complice
Il secondo uomo è accusato di omissione di soccorso
Montecatini Risulta irreperibile, ma ormai i carabinieri ne conoscono il volto e il nome: secondo chi accusa, era presente sulla scena del crimine che è costato la vita a Sakran Ibrahim Abdalla, egiziano allora 26enne, ritrovato cadavere il 19 marzo del 2024 all’interno di una camera al secondo piano dell’ex hotel Impero di viale Bicchierai.
I militari della compagnia di Montecatini hanno chiuso le indagini sul quel fatto di sangue che sconvolse la città, al culmine di numerosi bivacchi e occupazioni abusive di sbandati e senza tetto negli alberghi abbandonati e finiti all’asta. Da quel momento in poi un’escalation di episodi criminali e un’insofferenza generale dei cittadini, che ha portato il prefetto il 21 gennaio scorso all’istituzione nel perimetro del centro di una zona a sorveglianza rafforzata da parte delle forze dell’ordine (la cosiddetta Zona Rossa).
Quello che è ritenuto l’omicida di Abdalla è stato assicurato alla giustizia il 18 aprile dello scorso anno, si trovava già dietro le sbarre nella casa circondariale di Forlì per un’inchiesta legata allo spaccio di droga (per cui ha patteggiato la pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione). Sarebbe stato il trentenne M’Hamed Benzaria, di nazionalità marocchina, ad aver inferto l’unica coltellata, mortale, che ha raggiunto la vittima all’altezza dell’inguine, recidendogli con la lama a doppio taglio l’arteria e la vena femorali. Una morte in pratica quasi istantanea.
Ma Benzaria non era da solo durante la lite sfociata nel sangue, ritengono gli investigatori. Ed ecco allora spuntare un secondo uomo, anche questo di nazionalità marocchina e che per ora non si trova: sul suo capo pende l’accusa di omissione di soccorso per non aver prestato assistenza alla vittima né allertato le autorità competenti.
La scoperta del cadavere all’ex Impero è avvenuta una quarantina di giorni dopo l’effettiva commissione del delitto, come ha appurato l’autopsia del medico legale incaricato dalla Procura (pubblico ministero titolare dell’inchiesta Claudio Curreli). Ad accorgersi del corpo senza vita alcuni operai edili, sul posto per la messa in sicurezza e sigillare l’edificio così da evitare ulteriori occupazioni abusive, su richiesta dell’Istituto vendite giudiziarie (Isveg) che aveva in gestione la struttura ricettiva.
Un omicidio maturato per questioni legate alla droga: Abdalla, cliente assuntore di cocaina ma anche spacciatore per conto del suo presunto killer, sarebbe stato punito per aver tenuto per se un po’ della sostanza stupefacente che gli era stata consegnata per essere venduta. A quasi due anni dal rinvenimento del cadavere, dunque, la chiusura delle indagini, che si sono svolte all’interno di un ambiente dalla forte marginalità sociale.
Si chiude quasi un capitolo (in attesa dell’arresto del secondo indagato) insomma per l’ex Impero, destinato a risorgere a nuova vita. L’albergo di viale Bicchierai (di fronte alla Data Medica) è stato rilevato di recente all’asta da parte di un imprenditore straniero legato a un fondo d’investimento internazionale, lo stesso che sta trasformando l’ex La Pia tra piazza XII Settembre e via Cavallotti in un 5 stelle. Da un omicidio al ritorno di turisti e scolaresche nelle camere. l
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