Il Tirreno

Pistoia

I numeri

Case troppo care a Firenze? Per Confcommercio la vera occasione è un’altra citta Toscana

di Redazione Pistoia

	La città toscana dove conviene prendere casa in affitto
La città toscana dove conviene prendere casa in affitto

Il direttore di Confcommercio Pistoia, Tiziano Tempestini: «Qui abbiamo tra le mani una grande opportunità»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Trasformare ciò che, per un altro territorio, rappresenta un problema, in un’occasione di crescita nella nostra realtà. È quanto emerge da una riflessione del direttore di Confcommercio Tiziano Tempestini. «In uno scenario all’interno del quale i prezzi della case a Firenze, sia in vendita che in affitto, stanno diventando insostenibili per molti, e dove il territorio di Prato manifesta livelli di saturazione abitativa che si collocano oltre il 90%, la provincia di Pistoia può scoprire una nuova opportunità», dice Tempestini, intervenendo sul tema del fabbisogno abitativo e commentando l’ultimo studio pubblicato a gennaio da Immobiliare.it.

I dati sui prezzi delle case a Firenze

Secondo la ricerca, infatti, i prezzi di vendita a Firenze quest’anno aumenteranno di oltre 300 euro al metro quadro, superando la soglia dei 5mila euro al metro quadro: dai 4.738 attuali si passerà a 5.061. Anche per quanto riguarda gli affitti la situazione nel capoluogo regionale appare complessa, con aumenti a 23 euro al metro quadro dai 21,7 attuali, che ne fanno una delle città più care d’Italia.

Pistoia come alternativa abitativa

«In questo contesto – prosegue Tempestini – Pistoia si propone come la prima città vicina a Firenze in grado di catalizzare l’interesse di famiglie, coppie o soggetti singoli che oggi incontrano difficoltà evidenti a vivere altrove. L’attuale disponibilità abitativa, sommata alla possibilità di recuperare spazi edilizi congrui, e alla apertura di nuove aree, può davvero profilarsi come una risposta concreta rispetto a un tema così pressante». La città può e deve quindi, secondo il direttore, predisporre le condizioni per uno sviluppo futuro che si collochi in questa direzione: «Attrarre nuovi residenti consentirebbe, peraltro, di rilanciare rispetto alla contrazione demografica osservabile, negli ultimi anni, sul territorio. E una popolazione più cospicua corrisponde a una maggiore dinamicità economica. Oltre al tema dei consumi e degli acquisti, si innescherebbe un’attività rilevante per tutta la filiera legata al mondo della casa, dall’impiantistica all’arredamento. Gli scenari di sviluppo sono numerosi».

I punti di forza già presenti

«Pistoia – osserva Tempestini – possiede già alcune importanti caratteristiche che la rendono desiderabile: è una città vivibile, dove la dimensione dei rapporti umani è ancora apprezzabile, e nella quale il grado di sicurezza reale e percepita è senz’altro superiore rispetto a quello espresso da contesti circostanti. Insieme a questo, è stata costruita nel corso degli anni una rete legata da un lato all’edilizia scolastica di qualità, dall’altro a servizi sociali corrispondenti alle aspettative dei cittadini, che rendono la città ancora più appetibile».

Le infrastrutture necessarie

Segni particolari che, tuttavia, non posso dirsi sufficienti: «Affinché lo scenario auspicato possa realizzarsi, è evidente come siano indispensabili infrastrutture viarie efficaci, come quelle sulle quali si sta lavorando, dal trasporto su rotaia a quello su gomma. L’auspicio che esprimiamo, in questo senso, è che le opere possano essere portate a conclusione secondo cronoprogrammi certi, nel più breve tempo possibile. Oltre a questo, ovviamente, si rendono necessari tutti gli strumenti urbanistici che pongano le condizioni di regolamentazione più idonee per facilitare il processo».

Un territorio che deve farsi trovare pronto

Nel frattempo però, il territorio provinciale deve farsi trovare pronto: «È necessario – conclude Tempestini – che già da ora la città inizi ad implementare la sua capacità attrattiva attraverso una rete di servizi, per il lavoro e per la vita quotidiana, che la rendano ancora più in grado di intercettare le esigenze di chi sta cercando il luogo giusto dove potersi stabilire».

Primo piano
L’analisi

Prato, la frattura invisibile della Toscana che produce: viaggio dentro il doppio distretto che non si parla più

di Paolo Nencioni
Speciale Scuola 2030