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L’analisi

Meteo in Toscana, possibile svolta fredda: quando e perché può tornare la neve a bassa quota

di Tommaso Silvi

	Può tornare la neve a bassa quota in Toscana 
Può tornare la neve a bassa quota in Toscana 

Il punto della situazione a cura del Centro Meteo Toscana

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Il mese di febbraio potrebbe segnare una svolta importante nella circolazione atmosferica sull’Europa e, di riflesso, anche sulla Toscana. Dopo settimane dominate da correnti miti e occidentali, i modelli iniziano a intravedere un cambio di passo che potrebbe riportare condizioni più fredde e dinamiche. A confermarlo è il Centro Meteo Toscana, che in un’analisi pubblicata nella mattina di venerdì 6 febbraio delinea un quadro in evoluzione. «Come indicato nel post del 28 gennaio scorso, intorno alla metà del mese – spiega il Centro Meteo Toscana – cominceremo probabilmente ad assistere a un cambio circolatorio e ad una tendenza più “meridiana” che con tutta probabilità produrrà il ritorno di temperature più fredde anche sulla nostra regione». Secondo il Cmt, la chiave di questa possibile svolta sta nella modifica del disegno barico europeo: un’ondulazione più marcata del getto, un rinforzo dell’anticiclone delle Azzorre verso nord e l’arrivo di aria più fredda dal settore artico.

I modelli concordano: tra il 14 e il 16 febbraio possibile svolta

Il Centro Meteo Toscana spiega: «Tutti i modelli previsionali matematici da qualche giorno iniziano a “leggere” questa variazione proprio tra il 14 e il 16 febbraio». Il fatto che diversi modelli convergano sulla stessa tendenza aumenta la credibilità dello scenario. Non si tratta ancora di una previsione puntuale, ma di un segnale di fondo che gli esperti monitorano con attenzione.

Cosa mostrano le mappe

«Si nota bene – prosegue il Cmt –  la tendenza a un rinforzo dei Gpt in atlantico, a una maggiore ondulazione dell’Azzorre e al graduale inserimento di aria molto più fredda da nord complice l'irruzione artica che seguirà ai disturbi stratosferici che si stanno concretizzando in questi giorni». Il Centro Meteo Toscana distingue chiaramente due fasi: nella situazione attuale «l’Atlantico domina la scena su tutto il mediterraneo centro occidentale». Il passaggio da una circolazione zonale (ovest–est) a una più meridiana (nord–sud) è tipico delle fasi in cui il vortice polare mostra segni di disturbo. In questi casi, l’aria fredda riesce a scendere più agevolmente verso le medie latitudini.

Una prima ondulazione… seguita da altre

Il Centro Meteo Toscana spiega inoltre che «quella di metà mese con tutta probabilità sarà solo la prima ondulazione di altre, probabilmente anche più marcate, che seguiranno nella seconda metà del mese e probabilmente anche a inizio Marzo». Questo passaggio è cruciale: secondo il Centro Meteo Toscana, la fase dinamica non sarebbe un episodio isolato. Febbraio e l’inizio di marzo potrebbero essere caratterizzati da una sequenza di impulsi freddi alternati a brevi pause più miti.

Precipitazioni e neve: cosa aspettarsi

«Ad oggi – dice ancora il Cmt –  i modelli indicano per metà mese un interazione con l'aria più umida atlantica e questo probabilmente significherà ancora la presenza di precipitazioni, ma con la quota neve che gradualmente potrebbe ritornare a interessare anche le zone collinari». L’interazione tra aria fredda in discesa e correnti umide atlantiche è spesso la combinazione ideale per nevicate a quote relativamente basse. Non è ancora possibile definire con precisione dove e quanto, ma la tendenza è chiara: la neve potrebbe tornare a fare visita anche alle colline.

Ondulazioni, sbalzi termici e pause miti: tutto normale

«Ondulazione del getto, significa anche maggiori sbalzi termici, quindi – avverte il Cmt – non fatevi prendere dalla paranoia se tra una discesa fredda e l'altra ci potrà essere anche qualche pausa, si spera almeno asciutta più mite. Rientrerebbe perfettamente nel trend degli scambi meridiani». Gli esperti invitano alla calma: in un pattern meridiano è normale alternare fasi fredde e fasi più temperate. Non si tratta di “incoerenze” dei modelli, ma del comportamento naturale dell’atmosfera in queste configurazioni.

Per i dettagli servirà ancora tempo

«Per dettagli più precisi, al momento impossibili vista la distanza che ci separa – conclude il Centro Meteo Toscana – non resta che attendere metà febbraio per analizzare la disposizione precisa delle figure bariche. Il cambio circolatorio però, sembra confermato». La prudenza è d’obbligo: le dinamiche a scala europea possono cambiare rapidamente, e solo avvicinandosi alla metà del mese sarà possibile definire con precisione traiettorie, intensità e impatti locali.

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