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Pescia, fusione di Agrario e Lorenzini. Le presidi: «Invariati gli indirizzi di studio»

di Maria Salerno

	La sede dell'istituto agrario di viale Ricciano (foto Nucci)
La sede dell'istituto agrario di viale Ricciano (foto Nucci)

Nota congiunta delle dirigenti scolastiche per rassicurare studenti e famiglie

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Pescia A partire dal primo settembre il liceo Lorenzini e l’istituto agrario Anzilotti di Pescia saranno uniti e andranno a formare una nuova realtà scolastica: l’istituto magistrale Lorenzini-istituto tecnico agrario Anzilotti. Così ha disposto il decreto del commissario ad acta nominato dal Governo allo scopo di dimensionare la rete scolastica regionale. Una decisione che mina l’autonomia di due scuole di eccellenza e non manca di suscitare rammarico e sbigottimento negli stessi operatori scolastici.

«Oltre che rammaricata io sono proprio sconvolta», ha sottolineato Alessia Bechelli, preside dell’agrario, che già all’indomani della prima Conferenza zonale dell’istruzione della Valdinievole, finalizzata a fornire delle indicazioni sugli eventuali accorpamenti, aveva dichiarato la propria delusione nei confronti della politica, sottolineando come l’agrario rischiasse di essere sacrificato sull’altare del campanilismo. Ma adesso che il dado è tratto occorre fare buon viso a cattivo gioco. «Nessuna contrapposizione con la preside del liceo Lorenzini Raffaella Mambrini, con la quale condivido la stessa visione della scuola – ha evidenziato Bechelli – anzi stiamo lavorando in sinergia e continueremo a farlo». In quest’ottica le due presidi hanno firmato un documento congiunto attraverso il quale intendono chiarire la situazione agli studenti e alle famiglie, ma anche al personale scolastico, rassicurando tutti.

«Nulla cambierà negli indirizzi di studio e nei percorsi caratteristici che definiscono l'identità dei due istituti – si legge nel documento – l’offerta formativa, da sempre fiore all’occhiello di entrambe le scuole, non potrà che crescere e migliorare grazie a questa unione, così come la qualità della proposta didattica. Entrambe abbiamo a cuore il futuro dei nostri istituti e, sopra ogni cosa, il valore della scuola come luogo di crescita umana, civile e professionale. Il nostro impegno sarà massimo affinché questo accorpamento avvenga nel clima più sereno possibile, accompagnando studenti, famiglie e tutto il personale in ogni fase della transizione».

A questo scopo da adesso e fino al 31 agosto le due scuole affronteranno i necessari passaggi amministrativi. «Sarà nostra premura fornire informazioni tempestive, chiare e trasparenti quando queste riguarderanno l’organizzazione dei servizi alle famiglie – prosegue il documento – vi invitiamo pertanto a fare riferimento esclusivamente ai canali ufficiali per ricevere comunicazioni certe e attendibili». Quella che ancora non appare chiarissima è la questione relativa al personale, ma i sindacati hanno programmato per i prossimi giorni tutta una serie di tavoli tecnici volti a dirimere la faccenda e fugare i relativi dubbi. Questa situazione poteva essere evitata? C’è chi scommette sul sì, ma ad ogni modo non è una tragedia. Occorre resilienza e l’obiettivo di entrambe le dirigenti è quello di lavorare insieme affinché la gestione di questo passaggio sia volta alla creazione di un nuovo istituto, sin da subito unitario, solido e accogliente. 

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