Emergenza rapine al Parterre di Livorno, si muove il prefetto: «Lo Stato reagirà con forza»
Dopo le minacce e le aggressioni ai ragazzini, Giancarlo Dionisi mobilita le forze dell'ordine, convocandole in un vertice a Palazzo del Governo: «In questa città non esistono zone franche». L'invito al Comune per prevenire il degrado
LIVORNO. Le operazioni ad “alto impatto” si spostano al Parterre. Il prefetto Giancarlo Dionisi, dopo gli ultimi episodi di violenza che hanno riguardato il parco pubblico alle porte del centro, prende in mano la situazione e convoca una riunione con le forze di polizia per esortare lo Stato a reagire. «A Livorno non esistono zone franche», sottolinea l’inquilino numero uno del Palazzo del Governo, che dall’estate scorsa ha istituito la “zona rossa” prima in piazza Garibaldi, poi nelle aree limitrofe proprio per porre un freno alla microcriminalità.
Cosa è successo
Il Parterre, purtroppo, negli ultimi tempi è stato al centro di due aggressioni e una minaccia di morte. Bersaglio sempre i ragazzini. La prima quasi un mese fa, conclusa con l’arresto delle volanti della questura del quarantunenne tunisino Wahid Aouissaoui, ora difeso dall’avvocata Alessandra Natale, accusato di aver preso a sassate un ragazzino di 11 anni rapinandolo della bici. L’uomo è accusato anche di resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale per aver reagito agli agenti minacciandoli, peraltro, con un pezzo di vetro appuntito. Più recentemente, invece, una donna che usualmente indossa il burqa ha intimidito, dicendole che l’avrebbe ammazzata, una dodicenne bengalese invitandola, per così dire, a indossare abiti consoni all’Islam in quanto suo padre è musulmano. La piccola, che è corsa dalla madre piangendo, al Parterre ora non vuole più andare. E la famiglia, presentandosi negli uffici di viale Boccaccio, ha sporto querela. Venerdì 12 giugno l’ultimo episodio della serie, con un quindicenne accerchiato da tre-quattro persone che gli hanno coperto gli occhi mettendogli la maglietta in faccia per poi denudarlo, rompergli uno zigomo e rapinarlo del portafogli con cinque euro, del cellulare e perfino delle scarpe. «Lo hanno massacrato di botte, è fuggito insanguinato nell’indifferenza generale. Solo una persona – le parole del padre al Tirreno – lo ha aiutato vedendolo scappare mezzo nudo per strada». Episodi che hanno comprensibilmente destato un elevatissimo allarme sociale. Per questo il prefetto, mai indifferente a questi temi, si è mosso. Mobilitando la forza pubblica.
Parla il prefetto
«La rapina avvenuta ai danni del giovane – scrivono da Palazzo del Governo – rappresenta soltanto l’ultimo e più grave episodio di una serie di fatti che hanno progressivamente alimentato un crescente senso di insicurezza tra i cittadini. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati segnalati episodi di aggressione, intimidazione e prevaricazione nei confronti di minori e giovani frequentatori del parco, compreso il furto di una bici a danno di alcuni ragazzi e comportamenti intimidatori nei confronti di una giovane donna di origine straniera, alla quale sarebbe stato imposto di adeguarsi a comportamenti incompatibili con i principi di libertà e convivenza che caratterizzano il nostro ordinamento. «La brutale aggressione al quindicenne – dichiara Dionisi – costituisce un salto di qualità che non può essere sottovalutato. Non siamo più di fronte a semplici episodi di degrado urbano, ma a comportamenti violenti e intimidatori che incidono direttamente sulla libertà delle persone, in particolare dei più giovani. È mia intenzione riportare pienamente condizioni di sicurezza, legalità e serenità all’interno del Parco Pertini e nelle aree circostanti». Lo Stato, insomma, reagirà con fermezza. «Le forze di polizia – prosegue il prefetto – sono state chiamate a intensificare ulteriormente la loro presenza e la loro azione di prevenzione e repressione. Chi pensa di poter intimidire, aggredire o imporre con la violenza le proprie regole ai cittadini troverà una risposta immediata e determinata da parte delle istituzioni. L’obiettivo è individuare i responsabili di questi episodi, assicurarli alla giustizia e consegnarli agli organi inquirenti per le valutazioni e le determinazioni di competenza dell’autorità giudiziaria. Nessuno deve pensare che possano esistere zone franche o spazi sottratti alle regole della civile convivenza. Sul Parco Pertini intendiamo dare un segnale chiaro e visibile. La violenta rapina ai danni del quindicenne rappresenta l’ennesimo episodio di una sequenza di fatti che non possono più essere considerati isolati. L’obiettivo è restituire quel parco alle famiglie, ai ragazzi e a tutti i cittadini perbene che hanno diritto di viverlo in sicurezza e serenità».
L’invito al Comune
Nel corso della riunione sono stati disposti servizi straordinari e operazioni mirate di controllo del territorio, con particolare attenzione al Parterre e alle zone limitrofe, finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni criminali e di degrado che si registrano nell’area. Il prefetto ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni rivolgerà un invito al Comune affinché, nell’ambito delle proprie competenze, siano valutate le misure ritenute opportune per migliorare le condizioni di sicurezza e di fruibilità del parco e delle aree limitrofe. In particolare, potranno essere oggetto di valutazione gli strumenti previsti dal regolamento di polizia urbana, le misure di prevenzione del degrado e ulteriori iniziative finalizzate ad assicurare il pieno rispetto delle regole di utilizzo dell’area. «La sicurezza urbana è infatti il risultato dell’azione congiunta di tutte le istituzioni, ciascuna nell’ambito delle proprie responsabilità».
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