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Il punto di vista

Il cambiamento? Ecco perché arriva alle superiori: «I consigli che avrei voluto ricevere»

di Bernardo Cincidda *

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Uno studente di 18 anni che tra poco affronterà l’esame di maturità riflette sui consigli che avrebbe voluto ricevere prima del percorso

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Ora che sto per concludere il mio percorso alle superiori, mi capita spesso di guardarmi indietro e pensare a come ero in prima.

Se potessi parlare al me di cinque anni fa, ci sarebbero alcune cose che gli direi per affrontare meglio questo percorso, viverlo con più consapevolezza e, soprattutto, con più serenità.

Quando si entra alle superiori, spesso si pensa di sapere già come funziona lo studio. In realtà, è proprio lì che inizia il vero cambiamento. Il primo consiglio che avrei voluto ricevere è questo: impara a conoscere te stesso.

Alle medie bastava studiare in modo abbastanza automatico, ma alle superiori emergono le prime vere differenze. Non tutti apprendono allo stesso modo, e trovare il proprio metodo di studio diventa fondamentale. Serve tempo, serve sperimentare, ma soprattutto serve osservare i propri risultati e capire cosa funziona davvero per sé.

A questo si collega un altro aspetto che viene spesso dato per scontato: l’organizzazione.

Tutti dicono “organizzati”, ma pochi spiegano davvero perché. Organizzarsi non significa solo evitare brutti voti o ansie dell’ultimo minuto, ma ha uno scopo più profondo: permetterti di vivere la scuola con tranquillità. Quando sai cosa devi fare e come farlo, la pressione diminuisce e tutto diventa più gestibile. E soprattutto, riesci a ritagliarti del tempo per ciò che ti rende felice: uno sport, gli amici, le passioni. Perché la scuola, se vissuta bene, può essere anche una bella esperienza, non solo un peso.

Un altro consiglio fondamentale riguarda le relazioni. È importante coltivare rapporti con i compagni di classe, ma non solo.

Spesso si tende a chiudersi nel proprio gruppetto, frequentando sempre le stesse persone. Questo però limita molto le esperienze. Aprirsi agli altri, conoscere persone diverse, ampliare la propria cerchia permette di crescere davvero. Non significa non avere amici veri, anzi: avere un gruppo solido è fondamentale, ma non deve diventare una barriera. Nella vita, sapersi relazionare con persone diverse è una delle competenze più importanti. Al di là delle conoscenze teoriche o dei voti, è proprio questo che spesso fa la differenza e ti dà una marcia in più.

Infine, il consiglio forse più importante: non avere fretta. È facile, soprattutto all’inizio, sentirsi in ritardo rispetto agli altri. Magari c’è chi sembra più avanti, più sicuro, più “grande”. Ma la verità è che ognuno ha i propri tempi. Non esiste una gara.

Guardando indietro, ci si accorge che spesso si è corso senza un vero motivo, come se ci fosse qualcuno da impressionare o da superare.

Ma non è così. Il percorso delle superiori è personale, e viverlo come una competizione rischia solo di farti perdere il senso del viaggio. Se dovessi usare un’immagine, direi che è come guidare una macchina da corsa pensando di essere in gara, accelerando per arrivare prima degli altri.

Poi, a un certo punto, ti rendi conto che non c’era nessun avversario. E allora guardi indietro e capisci che forse avresti potuto goderti di più la strada, invece di pensare solo al traguardo.

Le superiori non sono una corsa da vincere, ma un’esperienza da vivere. E imparare questo, fin dall’inizio, può davvero fare la differenza.

*Studente di 18 anni del Liceo Scientifico Majorana di Capannori
 

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