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Collesalvetti, escono di casa per accudire i nipoti e dopo la trovano assaltata

di Stefano Taglione
Una pattuglia dei carabinieri (foto d'archivio)
Una pattuglia dei carabinieri (foto d'archivio)

Il colpo in via Aldo Moro, il racconto: «Hanno forzato una finestra e messo totalmente a soqquadro le tre camere da letto»

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COLLESALVETTI. Sono usciti di casa tre ore per accudire i nipoti. E al rientro hanno scoperto l’assalto del loro appartamento. È successo a Collesalvetti, in via Aldo Moro, una strada a fondo chiuso vicino alla chiesa dove, almeno nel recente passato, episodi simili non si erano mai verificati. A finire nel mirino dei ladri è stata l’abitazione di un settantunenne, che con la moglie abita al piano terra di un condominio. Il colpo è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 5 febbraio, approfittando di una breve assenza dei proprietari. Assentatisi dalle 16, infatti, sono rientrati verso le 19,30. «Quando siamo rincasati – il racconto dell’uomo – abbiamo capito subito che era successo qualcosa».

I primi segnali sono stati dati dai gatti, trovati in casa in mezzo al disordine. «Noi li avevamo lasciati fuori – spiega –. È stato il primo campanello d’allarme». Nell’abitazione lo scenario che si è presentato davanti ai suoi occhi è stato quello classico di: vestiti sparsi, documenti gettati a terra, cassetti e armadi svuotati. «Hanno rovistato in tre camere – prosegue Guzzarri –. In due hanno praticamente tirato fuori tutto. Un brutto spettacolo». Le luci erano chiaramente spente e da questo i malviventi potrebbero aver capito di andare a botta sicura: «Probabilmente hanno visto che non c’era nessuno».

Il bottino, fortunatamente, è stato limitato. I ladri hanno portato via 20 euro dal portafoglio della moglie e una catenina d’oro con un ciondolo a forma di sole. «Era un regalo di nostro cugino per i 60 anni, valeva un centinaio di euro», racconta. L’ingresso nell’abitazione è avvenuto dalla finestra del bagno. «Abitiamo al piano terra – spiega il proprietario –. Ci sono cinque o sei gradini per arrivare alla porta, loro sono entrati dalla finestra che si trova proprio in corrispondenza. Con un pezzo di legno hanno fatto leva sulla guida dell’avvolgibile. L’infisso, dopo quanto accaduto, era in buone condizioni ma si chiudeva con difficoltà». A colpire è anche la scelta del luogo. «Questa è una strada chiusa – sottolinea il pensionato –. I vicini sopra di noi non c’erano e sono rientrati insieme a noi, gli altri al piano superiore erano fuori casa. Qui non succedeva niente da anni. Ricordo un furto a casa di un residente della zona, ma risale a vent’anni fa».

Nell’appartamento, purtroppo, non ci sono né telecamere né sistemi antifurto. Impianti di videosorveglianza mancano anche nel quartiere, che comunque – come spiega dallo stesso settantaduenne – non ha mai registrato problemi di questo tipo, almeno nel recente passato. Nonostante la rabbia e lo shock iniziale, resta soprattutto l’amarezza. «Quando abbiamo fatto il giro dei danni, in fondo ci siamo anche rinfrancati – dice –. Hanno visto che non c’era niente. Speriamo che non ci tocchi più. Queste persone non hanno vergogna di nulla, si arrampicano senza problemi, sono sconsiderate». La vittima, il 6 febbraio, ha sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di Collesalvetti. Sul posto, subito dopo il raid, erano invece intervenuti i militari del Norm per effettuare i rilievi e avviare gli accertamenti. «La denuncia serve, anche se poi chi vanno a cercare? Purtroppo rimarrà contro ignoti – conclude il pensionato –. Ma era giusto farla. Mi hanno consigliato di chiamare il 112 anche perché, vedere una pattuglia, avrebbe potuto disincentivare altri colpi se i ladri fossero rimasti in zona».

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