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Collesalvetti, conguagli choc dell’acqua: «Oltre 1.500 euro a famiglia»

di Martina Trivigno
Collesalvetti, conguagli choc dell’acqua: «Oltre 1.500 euro a famiglia»<br type="_moz" />

L’ira di chi vive negli alloggi con affitto a canone concordato di via del Valico: «Ci siamo già rivolti a un avvocato, così la casa non è un diritto ma fa solo paura»

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COLLESALVETTI. Arrivano come una doccia fredda, i numeri messi nero su bianco, con l’ultimo prospetto inviato a gennaio. Conguagli che parlano di cifre fuori scala e che, per le famiglie di via del Valico a Pisa, nel comune di Collesalvetti, hanno segnato un punto di rottura. È sugli ultimi conteggi delle spese condominiali che esplode la protesta degli inquilini degli alloggi a canone concordato gestiti da Casalp, l’ente che amministra l’edilizia residenziale pubblica in provincia di Livorno.

Il conguaglio relativo al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022 (ma è solo uno dei tanti) racconta una realtà che gli abitanti definiscono «insostenibile». In un caso emblematico (ma gli importi sono tutti più o meno simili), la sola voce dell’acqua arriva a sfiorare i 1.600 euro, su un totale di spese complessive pari a 3.645 euro. Una cifra che, per chi vive di pensioni o redditi bassi, equivale a un colpo durissimo.

«Quando abbiamo visto quei numeri non ci volevamo credere – raccontano alcuni residenti – . Parliamo di conguagli che arrivano tutti insieme, senza la possibilità di prepararci, e che cancellano qualsiasi equilibrio familiare». È da qui che nasce la decisione di rivolgersi a un avvocato, per chiedere chiarimenti e tutele.

Secondo gli inquilini, quei consumi così elevati non possono essere attribuiti al normale utilizzo domestico: alle spalle ci sarebbe una lunga storia di problemi tecnici risolti a distanza di tempo. «Tutto è iniziato anni fa con il riscaldamento condominiale – spiegano – che serve tutte e 16 le famiglie, è collocato all’esterno e soprattutto a lungo non ha funzionato correttamente. Così, nel corso degli anni, sono state sostituite quattro caldaie, fino a quando non è emersa la vera causa di tutti quei guasti: la perdita di acqua da parte di un tubo interrato».

Una perdita che, secondo i residenti, avrebbe inciso in modo diretto sui consumi e quindi sui costi finiti nei conguagli. «Ora quel problema tecnico è diventato economico – dicono – perché gran parte della spesa è stata scaricata su di noi. Ma cosa potevamo fare, se non segnalare ripetutamente quello che non andava?».

Casalp, spiegano gli inquilini, prevede la possibilità di rateizzare gli importi, ma per molte famiglie anche questa soluzione non basta a rendere sostenibile il peso dei conguagli. «Io prendo 1.100 euro di pensione – racconta uno degli inquilini – e a gennaio ho pagato 860 euro tra affitto e bolletta dell’acqua. Dopo aver pagato, resta pochissimo per vivere».

Numeri che parlano da soli e che spiegano il clima di esasperazione che si respira nei palazzi di via del Valico. Famiglie che avevano scelto un alloggio a canone concordato per contenere le spese e che ora si trovano a dover fare i conti con richieste economiche considerate sproporzionate.

«Non stiamo cercando scorciatoie – sottolineano – né di sottrarci ai pagamenti. Chiediamo solo che venga riconosciuto che questi conguagli non riflettono un consumo reale e che si tenga conto delle responsabilità legate ai problemi strutturali».

La richiesta è quella di un intervento concreto che vada incontro agli inquilini, prima che i conguagli diventino una condanna. Perché, spiegano, «quando affitto e bollette arrivano a mangiarsi quasi tutto lo stipendio o la pensione, la casa smette di essere un diritto e diventa una paura».

Casalp, contattata dal Tirreno, spiega di essere al corrente della situazione. «Con i nostri uffici stiamo cercando di approfondire quanto è successo – conclude il presidente Marcello Canovaro – . Contiamo di dare risposta al più presto agli inquilini».

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