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Livorno, doposcuola gratis: la guida «per orientare le famiglie»

di Francesca Suggi
Livorno, doposcuola gratis: la guida «per orientare le famiglie»

Il Comune effettua la ricognizione. Servizi per bimbi dai 6 ai 14 anni

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LIVORNIO. Diciotto realtà cittadine che, a titolo gratuito, aiutano i bambini dai 4 ai 14 anni – in alcuni casi anche i primi anni delle superiori - a fare i compiti, ma non solo. Sono di supporto per attività ricreative, laboratori, sport. E alcune portano avanti anche corsi di lingua italiana per stranieri e di lingua inglese. Per la prima volta a Livorno si mappano i doposcuola: da nord a sud in città sono dislocati un po’ ovunque. È il Comune a farlo, per fornire una guida alle famiglie che ne possono avere bisogno. Per far conoscere queste realtà e associazioni, promuoverne le attività. Per lanciare un appello e invogliare volontari livornesi, magari in pensione, o giovani laureandi e laureati, a mettersi a disposizione con le loro conoscenze. E ovviamente per l’amministrazione è un modo per tastare il polso della situazione, capirne le criticità, fornire spazi adeguati e valutare la fattibilità di un ampliamento del servizio in base alle domande e alle risorse disponibili.

Migliorare il servizio

«Siamo partiti con questa ricognizione e mappatura, per prima cosa, per capire le realtà che operano in questa direzione sul territorio, per far conoscere possibili fruitori, per avvicinare generazioni e dare la possibilità magari a chi è in pensione o a studenti universitari di mettersi a disposizione per queste realtà e sentirsi utili: ovviamente tutto è finalizzato anche a migliorare le criticità segnalate, qualcuna riguarda la disponibilità di spazi», è la vicesindaca Libera Camici a spiegare il senso e l’utilità dello studio di fattibilità relativo a metodi e procedure, anche per arrivare a mettere a disposizione sedi scolastiche, in orario extrascolastico, per attività di doposcuola.

E intanto si parte da un punto fermo: «Valutiamo di mettere a disposizione anche spazi comunali, come il Cisternino di Città: è un luogo di cultura e può assolvere a questo ruolo».

Ricognizione e mappatura

Lo studio di fattibilità è datato 23 dicembre. Per mappare le realtà sul territorio si è usato l’elenco elaborato dall’associazione Centro mondialità e sviluppo reciproco (Tavolo per l’inclusione degli stranieri, progetti Pez), finalizzato a promuovere una maggiore collaborazione tra enti, istituzioni scolastiche e servizi attivi sul territorio. Inoltre è stato inviato un questionario a 273 associazioni ed enti del terzo settore iscritti al registro comunale tramite la piattaforma Google Form: sono “tornate” 38 risposte. L'elenco elaborato dal Centro mondialità include 13 associazioni/Ets.

Si aggiungono 7 associazioni nell’elenco del Centro mondialità, contattate dagli uffici. In soldoni su 273 associazioni interpellate, solo 47 hanno risposto. E su queste ci si basa: 20 associazioni offrono il servizio di doposcuola, 18 a titolo gratuito; 27 non lo offrono, di queste 5 intendono attivarlo.

A chi si rivolge

Complessivamente i servizi di doposcuola attivi sul territorio livornese risultano essere 20 di cui 18 a titolo gratuito (riportati nell’elenco qui accanto). I servizi accolgono circa 450 bambini, una media di 20–25 utenti per ciascun doposcuola.

Le fasce di età interessate vanno dai 6 ai 14 anni, prevalenza della fascia 6–10 anni (anche se qualcuno accoglie baby anche di 4 anni). “Il servizio è mediamente distribuito su 3 giorni settimanali, prevalentemente in orario 15,30–18”, si legge nella relazione. Le attività proposte comprendono: supporto allo svolgimento dei compiti, laboratori educativi e creativi, attività sportive e ricreative, corsi di lingua italiana per stranieri e di lingua inglese.

Criticità e richieste

Attraverso il questionario a risposta multipla e l’indagine telefonica, è stato chiesto alle associazioni che già svolgono attività di doposcuola quale tipo di supporto richiederebbero all’amministrazione.

Dalle risposte è emerso che il 45% delle associazioni segnala la necessità di disporre di sedi adeguate allo svolgimento delle attività; il 20% richiede supporto nella promozione del servizio; il 35% un supporto nel raccordo con le scuole del territorio; il 25% necessita un coordinamento tra i soggetti che svolgono il servizio. Sette realtà, inoltre, hanno richiesto un contributo economico finalizzato all’allestimento degli spazi, all’acquisto di materiale didattico e al reperimento di personale educativo.

Per le 5 associazioni che a oggi non svolgono il servizio ma che sarebbero interessate ad avviarlo, la principale criticità individuata riguarda la disponibilità di una sede idonea ad accogliere i bambini e le bambine. Oltre che a un supporto economico.

«Considerato che questa operazione fa parte anche del mandato - chiude Camici - l’amministrazione si mette a disposizione, alla luce del quadro emerso, per supportare il servizio dei doposcuola».


 

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