Livorno, arriva la polizia all’ex hotel Corallo: «Luci accese di notte, lo occupano»
L’allarme dei residenti della zona della stazione ferroviaria: «È un viavai di persone e ci sono le finestre aperte»
LIVORNO. Bivacchi e occupazioni all’interno dell’ex hotel Corallo. È la nuova denuncia dei residenti della zona, con le volanti della polizia di Stato – come da loro testimoniato – che sono intervenute fuori dal gioiello liberty livornese, da tempo abbandonato e in cerca di acquirenti, per verificare le segnalazioni giunte al 112. «Sulla torretta – spiega Sandro Galigani, il cinquantanovenne elettricista residente in piazza Dante giovedì 18 settembre picchiato in casa dai ladri che aveva sorpreso all’interno del suo appartamento – c’erano le luci accese, significa che qualcuno lo frequenta o comunque ci abita. Io stesso ho visto persone uscire alle 14 ed entrare alle 19. Un individuo, in particolare, era molto simile a uno dei due che mi ha preso a calci e pugni». L’artigiano lo ha riferito anche ai carabinieri quando è andato a denunciare l’agguato: «È sicuramente frequentato da persone poco raccomandabili – prosegue – per questo penso che sia correlato alla mia vicenda.
Chi vive in questo quartiere, sabato 20 settembre, ha chiamato il 112 proprio dopo aver visto le luci accese sulla torrette e le finestre aperte dal lato di piazza Dante. Lo so perché dopo l’aggressione di cui sono stato vittima è stato creato un gruppo Whatsapp per informare su individui sospetti. Abbiamo visto la polizia». Lunedì 22 Galigani è tornato dai carabinieri per integrare la querela presentata due giorni fa nella caserma di viale Fabbricotti: «Ho scoperto che mi è sparita pure una Postepay – prosegue – e che i ladri, per portare via la bigiotteria e il mio marsupio, hanno utilizzato una federa con stampata una foto della nostra famiglia, utilizzandola come fagotto. Ce ne siamo accorti dopo, io l’aveva intravista, ma nella concitazione non me ne ero reso conto: pensavo che mia figlia l’avesse lavata perché avevo perso diverso sangue e avevo tamponato le ferite con ciò che avevo trovato per casa».
La splendida struttura fra viale Ugo Foscolo e la zona della stazione fu progettata all’inizio del Novecento per conto della “Società Acque della Salute” dall’ingegnere Angiolo Badaloni, lo stesso a cui si devono le Terme del Corallo. Quei 9.600 metri quadrati, disposti su cinque piani e con 6.800 metri quadri di parco, un tempo erano frequentati da nobili danarosi e anche dal nostro Pietro Mascagni, che là dentro aveva una sua personale suite. Dopo la Seconda guerra mondiale è stato sede del comando alleato e nel ’70 fu ristrutturato e adibito a uffici: fino al 2013 c’erano ancora quelli delle commissioni tributarie regionale e provinciale, oltre a uno studio di commercialisti. Negli anni ’80 il Comune aveva opzionato la struttura per destinarci il tribunale e la procura: soluzione che fu bocciata dal mondo forense perché l’edificio fu ritenuto troppo periferico rispetto al centro città. Dunque finì in vendita. Nel 2013 valeva 16 milioni di euro e sei anni dopo anche la società con base a Firenze “Lionard luxury real estate” lo aveva in vetrina tra i suoi “beni di super lusso”.
L'ex albergo, che a quanto risulta ora è di una società di Roma, è poi stato preso in mano da un’agenzia che l’ha messo in vendita a 13 milioni di euro per poi scendere, nel 2023, a sette. Ora si attende la perizia e poi probabilmente tornerà all’asta. Ma nel frattempo, là dentro, succede di tutto. Nel marzo dell’anno scorso dal lato di viale Ugo Foscolo divampò un incendio, per fortuna senza feriti, mentre nel giugno scorso in una stanza è stato trovato morto un senzatetto, il cinquantacinquenne brasiliano Wilson Almeida De Brito, il cui cadavere è in avanzato stato di decomposizione. Occupazioni che evidentemente, come lamentano i residenti, stanno andando avanti anche in questi giorni, con la polizia che è intervenuta dando subito una risposta ai cittadini.
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