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Prestigiosa scoperta astronomica grazie al cielo buio di Manciano

Prestigiosa scoperta astronomica grazie al cielo buio di Manciano

Masi: il Virtual Telescope Project ha individuato una probabile “nova”

09 ottobre 2023
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MANCIANO. «Individuata una probabile “nova” nella galassia sorella maggiore della Via Lattea, risultato delle attività di ricerca condotte dal progetto a Manciano, sotto il cielo più buio e stellato dell’Italia peninsulare».

Lo rende noto l’astrofisico Gianluca Masi. La sera del 1° ottobre, gli strumenti altamente tecnologici del Virtual Telescope Project, sotto il controllo del direttore scientifico e fondatore, l’astrofisico Gianluca Masi, hanno registrato un debole astro tra i bracci della galassia di Andromeda, a circa 2 milioni di anni luce dalla Terra. L’oggetto celeste, individuato grazie al confronto con un’immagine della stessa galassia ottenuta una settimana prima (dove non appariva), è stato subito sottoposto ad accurate verifiche, che hanno confermato che si trattava di un “transiente” mai segnalato prima. «La scoperta – spiega Masi – non è casuale. Dall’inizio di agosto, il Virtual Telescope Project ha avviato un’attività di costante monitoraggio delle due grandi galassie a noi più vicine: quella di Andromeda (Messier 31) e quella del Triangolo (Messier 33), al fine di individuare astri dalla luminosità cangiante in quelle zone del cielo. Una ricerca che nelle scorse settimane aveva già dato frutti importanti, come la scoperta di due nuove stelle variabili nella regione occupata da Messier 33».

Ora arriva la prestigiosa scoperta di una nova. Il successo di queste ricerche non dipende solo dalla raffinatezza degli strumenti utilizzati e dalla perizia dello staff. Determinante è la qualità del cielo del luogo, Manciano, Maremma grossetana, il più puro, buio e stellato della penisola. L’assenza di inquinamento luminoso permette alle tecnologie impiegate di catturare anche i corpi celesti più elusivi, che da altri luoghi del Paese non sarebbero affatto visibili, a parità di strumenti. Ciò garantisce osservazioni e misurazioni particolarmente preziose e significative.

Un cielo, quello di Manciano, oggi protagonista di un’iniziativa di sensibilizzazione per la sua messa in sicurezza proprio sotto il profilo dell’inquinamento luminoso, per preservare l’ultima oasi davvero stellata dello Stivale. Sull’importanza di preservare l’oscurità del cielo di Manciano è d’accordo anche il fisico Fabio Falchi, fisico, che lavora sull'inquinamento luminoso da più di 25 anni e insegna fisica all'Istituto Superiore “Enrico Fermi” di Mantova. Secondo lo scienziato è «obbligatorio proteggere il cielo di Manciano da ogni fonte di contaminazione. Gli impianti eolici che sono in programma sono solo apparentemente sostenibili: la sostenibilità deve essere valutata a 360 gradi e le pale, di notte, sono illuminate non solo per la sicurezza aerea. Sono quindi fonte di inquinamento luminoso. Il buio di Manciano aiuta a studiare il cielo. La maggior parte dei telescopi più importanti sono messi in zone dove l’inquinamento luminoso non c’è. La stessa protezione spetta a zone dove come Manciano dove ci sono telescopi meno potenti ma altrettanto importanti per gli studi. Spero che la Regione Toscana sappia agire per tutelare il cielo di Manciano».

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