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Maxi furto in una villa di Andrea Bocelli, un imprenditore: «Io vittima di due rapine, così Forte dei Marmi rischia di perdere i turisti»

di Gabriele Buffoni
Maxi furto in una villa di Andrea Bocelli, un imprenditore: «Io vittima di due rapine, così Forte dei Marmi rischia di perdere i turisti»

Karim Shahir Barzegar, amministratore della Itor di Lugano, è imprenditore di spicco impegnato anche in passato con numerose aziende e start-up italiane ed d’Oltralpe: al Tirreno ha inviato una riflessione sul rapporto tra turismo e sicurezza

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FORTE DEI MARMI. Proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri dei Forte dei Marmi sul maxi-furto da mezzo milione di euro (anche se la quantificazione esatta della refurtiva è ancora in fase di accertamento).

Come riportato dal Tirreno, i militari stanno vagliando con attenzione i filmati di tutte le telecamere di videosorveglianza territoriale nei dintorni della villa di proprietà del celebre tenore Andrea Bocelli, un immobile di lusso in via Crispi a Vittoria Apuana che il cantante aveva affittato a una coppia americana in vacanza in Versilia. I due, lasciata incustodita la villa tra le 21 e la mezzanotte di venerdì (dalle indagini non risultano segni di effrazione, segno che i ladri hanno trovato le porte aperte, né era inserito il sistema antifurto di cui era dotata la villa), non erano nell’edificio mentre i ladri hanno fatto man bassa di soldi, gioielli, borse e orologi di pregio e grande valore.

Un episodio che ha riacceso i riflettori sul problema sicurezza in quella che è la capitale glamour della Versilia, meta di Vip e imprenditori di alta fascia che inevitabilmente attraggono l’attenzione di bande di ladri decisi a introdursi nelle ville per mettere a segno colpi di grande valore, come in quest’ultimo caso.

Una testimonianza, in questo senso, arriva al Tirreno dall’imprenditore di Varese, ma da tempo residente in Svizzera, Karim Shahir Barzegar, amministratore della Itor di Lugano e imprenditore di spicco impegnato anche in passato con numerose aziende e start-up italiane ed d’Oltralpe. «Da molti anni trascorro le mie estati in Versilia, che ho sempre considerato una seconda casa. Ma quell’equilibrio che mi ha fatto innamorare di questa terra si sta incrinando. Negli ultimi anni ho subito due rapine in villa, episodi che hanno cambiato radicalmente il mio modo di vivere l’estate – racconta in una lettera al Tirreno – non solo per il danno materiale, parlo dell’ansia quotidiana, del timore di indossare un orologio, di usare un’auto acquistata con passione o semplicemente di dormire sereno la notte. È diventato assurdo – prosegue – dover pensare di assumere guardie del corpo, installare sorveglianza fissa, blindare ogni accesso. Non è vita, e soprattutto non è la Versilia che conosco. Il furto nella villa di Andrea Bocelli non è un episodio isolato – ribadisce l’imprenditore – ma l’ennesima conferma di un fenomeno che ormai è all’ordine del giorno. E se la situazione non cambia la conseguenza inevitabile sarà che la gente smetterà di venire qui. Chi ha famiglia, cerca tranquillità e investe in una casa al mare, tutti inizieranno a guardare altrove per necessità di sicurezza».

Per Barzegar «è necessaria la presenza più visibile e costante delle forze dell’ordine, soprattutto nelle zone residenziali, pattugliamenti notturni mirati nei periodi di maggiore afflusso turistico, una collaborazione strutturata tra privati e istituzioni, con sistemi di allerta e protocolli rapidi di intervento. E poi investimenti comunali per l’illuminazione, per la videosorveglianza e per la prevenzione, con una task-force – suggerisce l’imprenditore svizzero – dedicata ai furti in villa, perché ormai non si tratta più di episodi sporadici». 

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