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I 17 anni della strage di Viareggio, i familiari: «Condannati trattati da vittime»

di Matteo Tuccini

	Viareggio: il fuoco della strage
Viareggio: il fuoco della strage

In una lettera scrivono: «Politici e legali contestano la sentenza definitiva di Moretti»

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VIAREGGIO. I familiari delle vittime della strage di Viareggio, nel giorno in cui ricordano il 17º anniversario della notte in cui persero 32 loro cari – figli, coniugi, genitori – hanno deciso di non rimanere in silenzio. E replicano alle diverse manifestazioni di solidarietà nei confronti di Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete ferroviaria italiana, da giovedì sera in carcere per la condanna definitiva a 5 anni. «I condannati – dicono i familiari, assistiti dagli avvocati che li hanno seguiti in questi 17 anni – vengono trasformati in vittime dalla politica».

Da quando Moretti si è costituito a Orvieto per scontare la pena, ci sono stati vari interventi per manifestare vicinanza all’ex top manager pubblico, criticando il verdetto definitivo uscito dalla Corte di Cassazione come una sorta di via libera alla “responsabilità oggettiva”, più che personale. Da attribuire a un dirigente apicale che non può – secondo i critici della sentenza – conoscere e monitorare ogni passaggio in un’azienda grande e complessa come Ferrovie.

Per esempio l’Adfer (associazione che raggruppa le imprese per il controllo del verde lungo le linee ferroviarie), si è fatta promotrice «presso la Presidenza della Repubblica di avanzare formale richiesta di concessione della grazia». Ma anche nel privato si teme un effetto a cascata per i manager dalla sentenza sulla strage di Viareggio, con possibili allargamenti delle responsabilità contestate.

«Oggi è il giorno del raccoglimento e della commozione nel ricordo dei nostri morti – scrivono in una lettera Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiari “Il Mondo che vorrei”, e gli avvocati Enrico Marzaduri, Riccardo Carloni, Gabriele Dalle Luche, Filippo Antonini e Tiziano Nicoletti – Tuttavia, addolora e amareggia che la politica paia trasformare i condannati in vittime. Sorprende, inoltre, che degli illustri avvocati contestino sentenze ormai definitive».

«Gli amministratori delegati Moretti, Vincenzo Soprano e Michele Elia – si prosegue – sono stati dichiarati responsabili del disastro ferroviario di Viareggio e condannati dal tribunale di Lucca e da tutti gli altri giudici di merito e legittimità (27 magistrati, in sette gradi di giudizio). Moretti è stato ritenuto responsabile sia come ad di Rfi SpA ed anche come ad della holding Fsi SpA, in quanto ha esercitato la direzione e coordinamento del gruppo, con modalità rigida: nell’istruttoria processuale è stata data notevole prova documentale e testimoniale del controllo dell’intero gruppo ferroviario da parte di Moretti. Stupisce sentir parlare di responsabilità oggettiva per gli ad, con pericolo per i manager e disincentivo per gli investitori, perché i giudici hanno applicato i comuni principi giuridici di responsabilità colposa, di qualunque infortunio».

Infatti, «la sentenza della Corte di Cassazione dell’8 gennaio 2021 (peraltro, apprezzata dagli imputati per il mancato riconoscimento dell’aggravante della violazione della normativa sulla sicurezza del lavoro, con conseguente prescrizione degli omicidi colposi) ha accertato, in modo irrevocabile le responsabilità degli amministratori delegati, tra cui lo stesso Moretti, sulla base di consolidati principi di diritto. Ben noti, sin dal processo per il tragico rogo ThyssenKrupp».




 

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