Vespa compie 80 anni: noi a Montemerano, tra le viuzze dell’antico borgo (tra i più belli d’Italia) che fu fortezza – Video
Un luogo dove immergersi nel Medioevo e ammirare la natura. Da qui un tempo si dominava tutto il territorio circostante
Montemerano, frazione di Manciano, a pochi chilometri dalle Terme di Saturnia, è territorio immerso nel verde e nei vigneti. In questo territorio troviamo anche lo splendido borgo-castello medievale che, non a caso, si può fregiare della targa dell'associazione dei Borghi più belli d’Italia. Montemerano però, è anche «parecchio in su!», ci hanno detto tutti, e confermiamo che, nonostante si sia a soli 287 metri sul livello del mare, sembra di salire di più; per arrivarci da Grosseto si sale e si scende per colli e curve per un'oretta. I territori che si allargano intorno alla strada che percorriamo in Vespa sono curati e bellissimi, vigneti ed uliveti si alternano al verde che in primavera ed all’ora dello Zenith assume il tono dello smeraldo. Il viaggio è piacevole, ma effettivamente avevano ragione quando ci dicevano «hai da farne di curve in Vespa!».
In viaggio verso sud
La tappa di Montemerano del tour per gli 80 anni dello scooter made in Pontedera l'abbiamo fatta unendo altre tappe: siamo stati fuori due giorni, siamo partiti da Pistoia ed abbiamo passato Vinci, Certaldo, Colle Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli per arrivare alla tappa “ufficiale" di Montecastelli Pisano. Da lì siamo scesi lungo i comuni geotermici passando da Pomarance e Larderello e posizionando varie volte la nostra Vespa a favore di fotocamera fra i fumi che uscivano dalla terra. Abbiamo dormito a Venturina Terme ed il giorno dopo siamo ripartiti direzione Montemerano, costeggiando il mare. Abbiamo fatto la prima pausa caffè per sgranchirci le gambe a Grosseto città. Ci siamo fermati, per caso, al bar di fronte al benzinaio dove abbiamo fatto rifornimento e, parcheggiando la Vespa, ci hanno riconosciuto e accolto con entusiasmo le persone dentro il bar "La Cicca”. Erano quattro amici al bar, ma stavolta non è una citazione musicale. Abbiamo chiesto indicazioni per salire a Montemerano e, mentre discutevano se ci fosse voluta un’ora o due, è intervenuto Pietro: «Io sono di Montemerano» (adesso però vive a Grosseto) «e il mi’ babbo ci è nato è vissuto. Ci vuole un'ora». Promettiamo di mettere il cronometro e di scrivere su il Tirreno chi aveva ragione, e confermiamo che aveva ragione Pietro: 58 minuti. Noi ci abbiamo messo un po' di più perché il paesaggio è così bello che ci siamo fermati in contemplazione varie volte, ma chiaramente quando ci fermavamo si bloccava il cronometro! Salutiamo Pietro, Paolo, Massimo e Gabriele che si mettono anche in posa col nostro cartellone del Vespa-tour (li potete vedere in foto nella pagina accanto). Salendo per i colli abbiamo fatto anche una pausa-foto in piazza a Scansano con la Vespa sotto la statua di Garibaldi e poi finalmente siamo arrivati.
Una città in miniatura
La frazione di Montemerano è più vasta del borgo-castello che è il cuore della frazione. Il borgo è proprio il “tipico” castello medievale che racchiudeva una città in miniatura, oggi è un luogo bellissimo dove immergersi nel Medioevo, ma un tempo quel luogo presidiava dall’alto il territorio e, in caso di guerre, chiuse le porte, diventava anche una fortezza. Il nostro viaggio si interseca di nuovo con la geopolitica della Toscana medioevale: a Montemerano infatti si sono incrociati le spade di grandi famiglie, dell'Impero, delle Repubbliche di Siena e di Firenze. Il borgo fu fatto edificare nel XIII secolo dalla potente famiglia Aldobrandeschi che lo costruì nella parte più alta della collina proprio per dominare il territorio. Nel XIV secolo il controllo del borgo passò alla famiglia Baschi che portarono Montemerano sotto il dominio di Orvieto, poi nel XV secolo fu Siena ad impossessarsi di quei territori strategici e trasformò il borgo nella imponente fortezza che possiamo vedere ora. Nella seconda metà del XVI secolo, caduta la Repubblica di Siena, Montemerano entrò a far parte dei territori del Granducato di Toscana seguendo così la storia del Granducato fino ai giorni d’oggi.
Le strade-libirinto
Appena arrivati un signore gentilissimo di 90 anni ci dice: «Attento a non perderti per le viuzze del Castello». Sinceramente pensavamo avesse un po' esagerato, invece il borgo è fascinosamente labirintico. Muovendosi all’interno si aprono costantemente più scelte: salire, scendere, andare avanti. Lasciandoci trascinare dalla curiosità troviamo una vecchia edicola (come scriviamo sempre, sostenete le edicole presìdi di informazione e di cultura!), un ristorante stellato (Caino, due stelle Michelin), edifici ristrutturati e tenuti benissimo, bar antichi, luoghi di ristorazione per turisti, abitazioni dal fascino medioevale, insomma una città medioevale in miniatura, un borgo ristrutturato a opera d’arte e anche molto pulito. Notiamo che in qualche casa “a torretta”, a cui si accede tramite scalette, è stato messo un cancello basso, per indicare gentilmente ai turisti di non entrare in casa a fotografare, ma nel complesso ci dicono tutti che non si vive un problema di overtourism.
Noi siamo andati infrasettimana, il borgo era quasi tutto per noi e abbiamo approfittato del silenzio per fare riprese video. Siamo riusciti ad uscire dalla stessa parte dove siamo entrati (e dove avevamo parcheggiato la Vespa!) e ci siamo concessi un’altra pausa caffè nel bar subito accanto all'ingresso del borgo.
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