Viareggio e Versilia, 120 piscine nei bagni rischiano di non aprire ai clienti – Dove nasce il problema e cosa si può fare
Stop al riempimento con acqua di mare: lo stallo non si sblocca. Balneari in ansia: la società idrica Gaia si dice disponibile a trovare una soluzione che però ancora non c’è
È un vero e proprio caso quello che si è aperto sulle piscine degli stabilimenti balneari. Lo stop al riempimento delle vasche con l’acqua del mare, che rappresenta una sorta di tradizione naturale molto apprezzata dalla clientela, sta causando tensione e imbarazzo. Lo si capisce anche dal fatto che nessuno ne vuole parlare pubblicamente. Confermando comunque grande preoccupazione e tensione per un blocco che rischia di complicare l’avvio della stagione turistica nei 120 stabilimenti che, dal territorio comunale di Viareggio a quello di Forte dei Marmi, hanno una piscina a disposizione dei bagnanti.
Dove nasce il caso
Riavvolgiamo il nastro: alcuni giorni fa Il Tirreno ha raccontato la questione emersa – è proprio il caso di dirlo – sulle piscine, dopo l’indicazione della società idrica Gaia ai balneari. Gaia, in sostanza, non vuole più che l’acqua del mare, quindi salata, finisca nella rete fognaria una volta che la vasca deve essere svuotata per un nuovo riempimento. Operazione che sarebbe prevista in questi giorni, con i bagni pronti a togliere l’acqua residuale per “ricaricare” la piscina con acqua marina fresca. Naturalmente da trattare poi con il cloro prima di accogliere la clientela.
Secondo quanto si è potuto apprendere, l’alta salinità dell’acqua da scaricare in fogna (il parametro di riferimento è una quantità maggiore di 1.200 milligrammi per litro) è un problema per le condutture, tra l’altro oggetto di rinnovamento, e in generale per gli impianti di Gaia. Che rischiano di venirne danneggiati.
I costi per i balneari
A quel punto l’acqua delle piscine dovrebbe essere rimossa come rifiuto, il che significa ovviamente un costo maggiore per il balneare. Ma anche il riempimento con acqua potabile, che dovrebbe sostituire quella di mare per essere poi regolarmente scaricata in fognatura, diventa fonte di interrogativi: non solo per il costo del consumo in quanto tale, ma anche per il suo aspetto etico. Parliamo di almeno 300 metri cubi di acqua necessari per ogni piscina: tradotto, quasi 40mila metri cubi di consumo aggiuntivo per la rete idrica in Versilia.
Ipotesi deroga
Giusto farsi qualche domanda sull’opportunità di una richiesta del genere, in tempi di necessaria sostenibilità. Gaia afferma: «Desideriamo sottolineare la nostra piena disponibilità a collaborare con gli enti preposti e con le associazioni di categoria, al fine di mettere a disposizione il nostro supporto tecnico. L’obiettivo è contribuire all’individuazione di una soluzione che sia efficace e pienamente compatibile con la regolamentazione vigente».
La società sarebbe in contatto con la Regione, tramite Arpat, per raggiungere un’intesa. Magari su una deroga. Buon per i balneari che le temperature sono ancora freddine; ma se non si trova una soluzione potrebbero esserci problemi per le prossime settimane, quando comincerà a fare più caldo.
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