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«Il prete fa campagna elettorale» e il don denuncia i “corvi” dopo la lettera anonima: il caso nel borgo toscano

di Ivana Agostini
Il don e la chiesa
Il don e la chiesa

Il testo mandato ai vertici della chiesa: al cardinale, al vescovo e ad altri sacerdoti. L’accusa? Quella di essere politicamente schierato: a maggio si vota dopo il commissariamento. Lui annuncia un’omelia «rovente»

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SORANO. Non c’è pace per Sorano, dove la campagna elettorale non è ancora iniziata e già volano le denunce e vengono recapitate lettere anonime. Come quella ricevuta dal parroco, accusato da non ben identificati “fedeli” di non essere imparziale e di sostenere una lista piuttosto che un’altra.

La lista

A dire il vero però, al momento, ufficialmente esiste solo una lista, quella dell’ex sindaco Ugo Lotti che si è nuovamente candidato alla poltrona di primo cittadino dopo il commissariamento del Comune avvenuto alcuni mesi fa. L’altra lista, che farebbe capo all’ex vice sindaca della giunta Lotti Barbara Belcari, non è stata ancora presentata ufficialmente. Una cosa è certa: la lettera anonima scritta contro il parroco don Antonio Minucci ha sortito il primo effetto: la denuncia presentata ieri mattina, 21 marzo, ai carabinieri dal parroco per diffamazione al momento contro ignoti.

La lettera

Ma andiamo per gradi. Nei giorni scorsi “i fedeli” di Sorano, come si sono firmati nella missiva, hanno inviato una lettera al cardinale Angelo Comastri, originario di Sorano, al vescovo Bernardino Giordano, al vicario don Luca Caprini, allo stesso parroco di Sorano e a molti altri sacerdoti. In questa lettera hanno scritto che «sono venuti a sapere di una situazione anomala, ossia che il parroco starebbe partecipando attivamente a favore di una lista quando invece un luogo di culto dovrebbe rimanere imparziale».

Scopo della lettera inviata a tutti i vertici della Curia sarebbe, come scrivono “i fedeli”, quello di «tutelare la serenità della comunità invitando chi di dovere a intervenire».

Ma se la lettera è stata cestinata dal vescovo in quanto anonima, al diretto interessato questa cosa non è andata giù, decidendo di denunciare tutto. «Non l’ho fatto per me anche perché so bene quello che dico durante le mie omelie. Le preparo sempre con grande attenzione e stando bene attento a cosa dico – spiega a Il Tirreno il sacerdote – la denuncia l’ho fatta per tutelare quei fedeli che non c’entrano nulla con questa storia. Io posso esprimere la mia opinione se parlo con qualcuno in piazza, ma non ho mai portato la politica sul pulpito e questo i fedeli, quelli veri, lo sanno».

Il parroco non ci sta

Don Minucci ha 41 anni ed è a Sorano da quasi 10 anni. Ha collaborato anche con la passata amministrazione di Pierandrea Vanni per la realizzazione di alcuni progetti ma non ha mai fatto politica. «Quando c’è stata la crisi dell’amministrazione – spiega – ho chiamato le parti avverse e le ho invitate, per il bene della comunità, ad arrivare a un punto di incontro. Da un lato c’è stata un’apertura, dall’altro no. Non ho mai offerto sostegno a una o all’altra lista. Ho le mie idee ma non le esterno dal pulpito. I miei fedeli lo sanno bene tanto che hanno scritto una lettera di solidarietà nei miei confronti e in poco tempo è stata sottoscritta da circa 100 persone».

In effetti, non appena si è diffusa la notizia altri fedeli, questa volta a favore del prete, hanno scritto con tanto di nome e cognome attaccando il «codardo tentativo» di tirare in mezzo don Antonio. «Riteniamo le accuse mosse da sedicenti fedeli, che certo non frequentano i luoghi di culto, totalmente infondate, ingiuste e intimidatorie».

L’omelia

Ma non è finita qua. Don Minucci per stamani, domenica 22 marzo, annuncia un’omelia rovente anche perché, non lo dice apertamente ma ha il sospetto di sapere chi siano i mandanti della missiva.

Fra i primi a prendere le distanze dalla lettera c’è l’ex sindaco Ugo Lotti. «Ritengo doveroso chiarire fin da subito che non ho alcun coinvolgimento nella redazione o nell’invio di questa lettera – dichiara Lotti –. Si tratta di un’iniziativa che non mi appartiene e rispetto alla quale prendo le distanze. Desidero invece esprimere piena solidarietà al parroco per quanto sta accadendo. In una comunità come la nostra è importante mantenere rispetto per le persone e per i ruoli, evitando di alimentare tensioni che non aiutano nessuno. La mia candidatura si fonda su un’idea precisa: parlare di Sorano, dei progetti da realizzare e delle risposte da dare alla comunità. Non è nostra abitudine ricorrere a strumenti che possano essere percepiti come strumentali o divisivi per fare campagna elettorale. Credo che il confronto politico debba rimanere su un piano serio, trasparente e basato sui contenuti». Lotti ribadisce quindi la volontà di mantenere la campagna elettorale su un piano costruttivo, centrato sul dialogo con i cittadini e sul rispetto delle istituzioni, civili e religiose. «Il nostro impegno è quello di guardare avanti, con serietà e spirito costruttivo. Sorano ha bisogno di stabilità, di idee chiare e di un confronto aperto, basato sui contenuti».

Su questo il parroco commenta: «Si è sentito in dovere di dissociarsi ma nessuno lo ha accusato di nulla».

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