Viareggio, cani in overdose da hashish e coca dopo la passeggiata nella pineta
Il fenomeno è in crescita, il veterinario Vai spiega: «Solo da noi in media quattro casi al mese»
VIAREGGIO. Ha iniziato a tremare violentemente, poi le energie l’hanno praticamente abbandonata «tanto che non riusciva più nemmeno a reggersi in piedi sulle proprie zampine». Un comportamento preoccupante quello di Emily, una piccola cagnetta di razza Papillon, che ha subito allarmato la sua padrona al rientro da una passeggiata mattutina nella zona del laghetto dei cigni, all’interno della pineta di Ponente di Viareggio. Ma è dopo la corsa alla clinica veterinaria Campo d’Aviazione che la spiegazione medica ha rivelato l’aspetto più inquietante dell’intera vicenda: Emily si trovava in stato di overdose, probabilmente indotta dalla cocaina.
«Ho avuto subito il sospetto che qualcosa non andasse – racconta la padrona di Emily – eravamo appena passate dal laghetto dei cigni quando Emily ha iniziato a stare male, tremava tutta al punto da non riuscire quasi a stare sulle proprie zampe. Ho avuto paura per lei, temendo che avesse ingerito qualcosa di strano, e così l’ho portata alla clinica veterinaria il più in fretta possibile. Quando dopo i primi esami i veterinari mi hanno detto che si trattava di overdose da cocaina sono rimasta di sasso: le hanno fatto alcune lavande gastriche per liberarla da quello che aveva ingerito e ora sta meglio, anche se per diversi giorni dovrà sottoporsi a una terapia per “purificare” il fegato, dato che queste sostanze nei cani sono particolarmente aggressive proprio per quest’organo».
Quanto accaduto alla piccola Emily, tuttavia, non è affatto un caso isolato. «Solo nella nostra clinica – racconta il dottor Luigi Vai, veterinario della clinica Campo d’Aviazione – ci capitano in media 3-4 casi al mese. In alcuni periodi purtroppo diventano anche più frequente: nel 2025 ad esempio, in primavera, ce ne sono capitati diversi uno dietro l’altro. Non so le statistiche degli altri colleghi in città, ma se anche fossero sui nostri stessi numeri si andrebbe a delineare un fenomeno piuttosto ampio». La presenza diffusa della droga (e di chi la smercia) nella pineta di Ponente d’altro canto è ormai un fatto assodato nonostante l’impegno da parte delle forze dell’ordine per contrastare lo spaccio. Ma la pineta, appunto, è anche zona frequentata dai padroni con i propri cani a passeggio.
«Alcune sostanze, non solo la cocaina ma anzi in particolare quelle che vengono fumate, come l’hashish, hanno un odore particolare che attrae in maniera peculiare gli animali come i cani – spiega il dottor Vai – a volte è sufficiente anche solo che lecchino delle feci di qualche assuntore abituale, ma capita anche che ingeriscano vere e proprie bustine o piccoli ovuli lasciati a terra con dentro della droga, che a volte finiamo per ritrovare quando controlliamo gli animali in overdose. Ovviamente – sottolinea il veterinario – le reazioni sono diverse dal tipo di cane e dalla sua stazza. Quando arrivano in clinica noi possiamo solo agire sulla sintomatologia e fortunatamente siamo in grado di risolvere questi problemi anche rapidamente: procediamo con le lavande gastriche, e poi una volta risolta la crisi con terapie per rimediare a eventuali danni provocati dalla sostanza ingerita. Ai padroni? Non voglio suscitare allarmismo, perché solitamente non si parla di casi irrisolvibili – precisa – bisogna solo avere qualche accortezza, ed esserne consapevoli».
D’altro canto, tra i tanti casi di animali intossicati o in overdose analizzati settimana dopo settimana, «ci siamo trovati di fronte ormai a tutti i tipi di droga, dalla cocaina fino all’hashish e al crack, e siamo quasi sempre riusciti a risolverli. Quando poi riusciamo a trovare prove concrete dell’assunzione di sostanze, come ad esempio le bustine all’interno dello stomaco degli animali analizzati – conclude Vai – allora procediamo con la denuncia all’istituto zooprofilattico dell’Asl che fa a sua volta comunicazione alle forze dell’ordine. In questi casi, con l’aiuto dei padroni, ricostruiamo anche i percorsi fatti indicando il punto di probabile assunzione della sostanza cosicché le forze di polizia possano intervenire a controllare e, magari, prendere provvedimenti per contrastare la diffusione di queste sostanze nella pineta».
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