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cronaca

Torre del Lago, l’arrivo in elicottero, i caffè, le super armi: «Così i Nocs hanno bloccato i due uomini»

I Nocs si preparano a entrare nell’abitazione del 44enne torrelaghese barricato in casa dopo aver sparato contro i vigili del fuoco

Momento per momento, la lunga e tesa giornata delle forze speciali della polizia di Stato nel cuore di via Boheme


21 gennaio 2022 Matteo Tuccini


TORRE DEL LAGO. Sono arrivati in elicottero, atterrando sul campo sportivo, come nella migliore tradizione dei film americani. Ma questa non è l’America. Se le forze speciali della polizia, i cosiddetti Nocs, piombano nel sonnacchioso primo pomeriggio di Torre del Lago per fare un’irruzione in un’abitazione, gli può capitare di ricevere l’ospitalità della signora che abita a fianco. E la signora, che ha appena fatto il caffè, tra un’arma ipertecnologica e uno scudo antiproiettile, lo offre a più riprese a quei ragazzoni tutti d’un pezzo, nascosti sotto il passamontagna. Che però, sentendo il profumo, lo alzano volentieri per bere la tazzina. Mercoledì pomeriggio, in via Boheme, l’enorme tensione provocata da un 44enne che si è barricato nel proprio appartamento, dopo che - probabilmente - il padre ha sparato contro i vigili del fuoco, ha attraversato anche momenti così. Ordinari, in una giornata che di ordinario non aveva proprio nulla.

La chiamata ai Nocs, si è scoperto ieri, è stata fatta pochi minuti dopo l’allarme. Intorno alle 14,15 la polizia capisce che la situazione richiede un intervento delle "teste di cuoio". Troppe le incognite: chi ha sparato lo farà ancora? Il padre è in ostaggio o sta aiutando il figlio? Hanno altre armi? Come reagiranno i due ai tentativi di negoziato, che pure i poliziotti Martina De Vincenzo e Roberto Femia condurranno in maniera così brillante? Non solo. Le forze dell’ordine sanno bene che l’addestramento, le capacità, l’esperienza sono tutte cose belle, ma poi c’è la prova dei fatti. Non tutto è prevedibile e questo vale anche per reparti speciali e super professionalizzati come i Nocs. La storia è piena di blitz e irruzioni finiti male. E non è detto che un episodio all’apparenza comune, con un uomo che si barrica in casa armato, possa essere meno rischioso di un gruppo di terroristi o sequestratori senza scrupoli.

La delicatezza della situazione è ben presente a tutti, forze speciali e poliziotti "comuni", quando arriva la prima squadra dei Nocs da Roma. Mentre l’elicottero atterra sul campo sportivo dei Titani - Denis Dallan si presenta subito per supportare i piloti con una merenda - la zona di via Boheme è già circondata. La polizia toglie subito luce e gas all’appartamento del 44enne, per evitare che possano esserci conseguenze immediate. Inizia un’opera di mediazione, senza esito. Nel frattempo i Nocs hanno preso base in un appartamento a fianco, che viene trasformato in una specie di caserma: tra un caffè e un altro, le forze speciali mettono in campo tutta la loro attrezzatura. Scudi antiproiettile, martelloni giganti da utilizzare come arieti, armi particolari e soprattutto esplosivi. Tra le 18 e le 19 si decide di fare irruzione.

Ma - com’è facile immaginare - non è come bere un bicchiere d’acqua. Si stabilisce di staccare la corrente a tutta la zona, per agire nel buio totale: l’intervento dei tecnici Enel dura un’oretta. Una volta spenta la luce, c’è da capire come reagirà il 44enne: passano altri 20 minuti infiniti, in cui si teme che la situazione possa precipitare improvvisamente. Alle 21,45 scatta l’ora X. Rimbomba una doppia esplosione: i Nocs fanno saltare la serratura della porta e poi utilizzano i flashbang, esplosivi che hanno la funzione di stordire i contendenti, con una forte luce e un rumore che in pratica causa quel fastidiosissimo sibilo alle orecchie. Il 44enne non ha nemmeno il tempo di capire cosa sta succedendo, quando si trova già sotto custodia. Poi i poliziotti passano al setaccio l’appartamento e trovano la pistola in un cassetto del comodino: la esamineranno con la prova stub, per capire chi ha sparato. Il lungo giorno di via Boheme è finito.

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