Aurelio e Luigi De Laurentiis indagati per bancarotta e falso in bilancio: perquisizioni nelle sedi di Napoli e Bari – I sospetti della finanza
Le verifiche della Procura barese nascono da una consulenza tecnica depositata dopo la retrocessione del club e puntano a ricostruire operazioni considerate decisive per il dissesto economico del Bari, tra cui la plusvalenza generata dalla cessione del portiere Elia Caprile. Nel fascicolo compaiono anche dirigenti e procuratori, mentre gli atti acquisiti saranno ora valutati dagli inquirenti
La Procura di Bari ha aperto un fascicolo che coinvolge Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del Napoli e amministratore unico del Bari. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, ruota attorno all’ipotesi di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, con un presunto buco da circa 30 milioni di euro nei conti del club pugliese.
Le perquisizioni ordinate dalla Procura
Su disposizione del procuratore Roberto Rossi, nella mattinata di martedì 7 luglio gli investigatori hanno effettuato perquisizioni in tre sedi: quella del Bari, quella del Napoli e gli uffici della Filmauro a Roma. Accertamenti anche nelle abitazioni e negli uffici di diversi dirigenti sportivi: Ciro Polito, Cristiano Giuntoli, Mauro Meluso e del procuratore ed ex portiere Graziano Battistini.
L’origine dell’inchiesta
L’indagine sarebbe partita dalla richiesta di liquidazione giudiziale del Bari, avanzata dalla Procura dopo la retrocessione in Serie C. A maggio era stata depositata una consulenza tecnica che, secondo gli inquirenti, avrebbe evidenziato irregolarità nelle comunicazioni sociali e operazioni potenzialmente idonee a configurare una bancarotta fraudolenta.
Il nodo Caprile
Uno dei passaggi centrali riguarda la cessione del portiere Elia Caprile, trasferito dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro tre anni fa. Il giocatore, utilizzato pochissimo in maglia azzurra, era poi passato in prestito all’Empoli e successivamente ceduto al Cagliari per una cifra vicina agli 8 milioni. Secondo la Procura, la plusvalenza generata dal Napoli — circa 7 milioni — avrebbe potuto essere realizzata dal Bari, contribuendo invece a peggiorare la situazione finanziaria del club pugliese. Gli inquirenti ipotizzano che operazioni di questo tipo possano aver inciso sul dissesto economico della società.
Le accuse e gli sviluppi attesi
Aurelio e Luigi De Laurentiis risultano indagati per bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria e falso in bilancio. Le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni, mentre si attende il deposito degli atti acquisiti durante le perquisizioni per definire il quadro probatorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
