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Il cantiere

Crisi The Italian Sea Group: “cassa” per 200 dipendenti, l’ad Costantino pronto a un passo indietro

di Giovanna Mezzana

	Da sx Giovanni Costantino, Giulio Andreani, l’avvocato Massimo Mallegni (Fotoservizio Claudio Cuffaro)
Da sx Giovanni Costantino, Giulio Andreani, l’avvocato Massimo Mallegni (Fotoservizio Claudio Cuffaro)

Carrara, vertice ieri in Prefettura: il co-fondatore e presidente della società, pronto a rimettere in discussione il proprio ruolo. Annunciata la cassa integrazione per 200 dipendenti (su circa 500), che la società anticiperà

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CARRARA. È pronto a rimettere in discussione il proprio ruolo Giovanni Costantino, cofondatore e amministratore delegato di The Italian Sea Group, oltreché presidente della società, incarico assunto con l’emersione della crisi finanziaria. È forse l’aspetto meno risolutivo-dal fronte della vertenza ma è la novità più eclatante emersa dal vertice che si è svolto ieri in Prefettura, dedicato al futuro del cantiere produttore di yacht. Per il bene dell’azienda, è disposto a fare un passo indietro Costantino. Intanto la società farà ricorso alla cassa integrazione per 200 dipendenti (su circa 500). Si farà carico di anticiparla. Sarà a rotazione, come richiesto dai sindacalisti.

Nero su bianco

Arriva a Palazzo Ducale con Giulio Andreani Costantino: uno dei più noti fiscalisti italiani, Andreani è nel team dei professionisti-fuoriclasse che sostengono Tisg da quando il convoglio è uscito dai binari, cercando di riportarlo in asse. L’incontro prefettizio è stato richiesto dalla sindaca Serena Arrighi, alla luce della preoccupazioni manifestate dai sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil. Arrighi vuole avere la conferma delle notizie che sono uscite dal quartier generale di viale Colombo: per esempio, quella che indica che il 1° luglio Tisg ha depositato al Tribunale di Firenze una domanda di accesso a una procedura di regolazione della crisi: in passato si sarebbe parlato di concordato preventivo in bianco. La sindaca l’avrà, insieme alla novità della scelta di ricorrere alla cassa integrazione, che Tisg assicura che anticiperà.

Qui la sindaca

«Questa mi sembra una notizia positiva – dice Arrighi a conclusione del vertice – Siamo solidali con chi ne subirà gli effetti e siamo molto preoccupati per il futuro dell’azienda, dei dipendenti e dei lavoratori dell’indotto». Tant’è che la sindaca annuncia che insieme al Prefetto valuterà iniziative a tutela della forza lavoro indiretta, soprattutto dopo il rigetto da parte dell’Inps di alcune domande per beneficiare di ammortizzatori sociali presentate da imprenditori le cui ditte lavorano per il cantiere, alcune di esse persino in regime di mono-committenza (e quindi in una condizione di estremo svantaggio).

Che fare, adesso?

Ora c’è da attendere che i tre commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Firenze – il professor Niccolò Abriani, avvocato, Riccardo Forgheschi e Manuela Olastri – valutino il progetto di regolazione della crisi elaborato da Tisg, «strutturato nella prospettiva della continuità aziendale», come ha sottolineato la società di recente. Il che significa che si esclude la sospensione dell’attività di produzione di yacht che però potrebbe – anzi, è l’ipotesi più probabile – continuare grazie all’intervento di soggetti terzi. Un acquirente. Oppure un assuntore dell’attivo ma anche del passivo della società. O un investitore, che sottoscriva un aumento di capitale. Uno, l’altro o l’altro ancora mediante – magari – l’affitto di azienda. Vedremo.

Qui il sindacato

«Costantino ha detto che stanno lavorando a una soluzione in continuità che prevede un cambio di tutto il Cda, del presidente e dell’ad – dice il segretario generale della Cgil Nicola Del Vecchio – Ne prendiamo atto: continuare in queste condizioni sarebbe un esercizio di accanimento terapeutico». «Chiediamo alla regione Toscana l’apertura immediata di un tavolo di crisi con il ministero mentre al prefetto abbiamo chiesto un aiuto per comprendere le ragioni del rigetto della cassa integrazione ordinaria a numerose aziende dell’indotto».
 

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