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Malori in spiaggia, in Maremma quattro morti in una settimana: «Attenti al grande caldo» – I consigli del medico

di Maurizio Caldarelli

	La spiaggia di Follonica dove il 6 luglio un uomo ha perso la vita, a dx il pronto soccorso
La spiaggia di Follonica dove il 6 luglio un uomo ha perso la vita, a dx il pronto soccorso

Ieri (6 luglio) l’ultima tragedia: uomo di 82 anni colpito da malore in mare a Follonica. Il medico Simoni: «Evitare i tuffi di corsa o le immersione rapide»

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GROSSETO. Sono saliti a quattro i malori mortali in Maremma nel giro di nemmeno dieci giorni. L’ultimo tragico episodio è avvenuto ieri mattina, intorno alle 10, a Follonica, nella spiaggia libera all’altezza del Bagno Eden.

I malori

La vittima è un 82enne di Cremona, in vacanza con la moglie. L’uomo ha deciso di andare a fare un bagno, per allentare la canicola, e la consorte lo ha lasciato andare senza opporsi, visto che sapeva nuotare. A un certo punto, però, il bagnino della torretta 16 si accorge che c’è qualcosa che non va e parte per soccorrere l’uomo, con la collaborazione con i colleghi delle postazioni 15 e 17. Una volta portato a riva, però, l’uomo non respirava ed era senza battito. Il servizio di salvamento ha provato a rianimarlo e a un certo punto è arrivata, insieme alla guardia costiera, l’automedica del 118, che non ha potuto che constatare il decesso.

Per la nostra provincia, alle prese da qualche settimana con un caldo infernale, è un’estate davvero tragica. Nei giorni scorsi si era registrata a scomparsa di una donna tedesca in Giannella, che non ha resistito ai quasi quaranta gradi di temperatura. A Marina di Grosseto sabato 27 giugno c’è stato un decesso di un cliente del bagno Sirena, un romano di 82 anni, che ha accusato un malore mentre faceva il bagno. Domenica 28 giugno, invece alla spiaggia di Bengodi, a Fonteblanda, si è registrato un bagno fatale per un uomo di 76 anni. È invece ancora in condizioni gravissime il 42enne colto da un malore mentre faceva il bagno alla spiaggia della Polveriera, al Puntone di Scarlino. Dopo il primo soccorso dei bagnini e del personale sanitario è stato trasferito all’ospedale Le Scotte di Siena, dove è ricoverato in rianimazione con prognosi riservata.

Gli esperti

«La situazione si è fatta davvero pesante, sia in Maremma che in Italia. Il primo strumento di sicurezza è la prevenzione – sottolinea il consigliere comunale del Pd Stefano Rosini, insegnante di educazione fisica e di nuoto –. Ogni estate si parla di malori in mare o in piscina, spesso senza conoscerne le possibili cause. Questi episodi, come vediamo, possono avere conseguenze molto serie e servono alcune regole di buon senso che possono salvare una vita».

Il dottor Franco Simoni, conosciutissimo e stimato medico sportivo, cerca di dare risposte e consigli per evitare questi malori spesso mortali. «Nella maggior parte dei casi – spiega il dottor Simoni – sono la conseguenza di immersioni rapide dopo che il bagnante è stato per un po’ di tempo al sole. La improvvisa differenza di temperatura, specie se l’acqua è fredda, produce quel fenomeno che si chiama idrocuzione, che è un ipertono vagale di risposta al riflesso da immersione, che porta ad un abbassamento molto rapido della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, con possibile perdita dei sensi o di un vero e proprio malore cardiocircolatorio. È evidente che in un caso del genere è enorme il rischio di morte o per arresto cardiaco o per annegamento». Secondo il dottor Simoni sarebbe importante, soprattutto per gli anziani ma anche per i giovani, «evitare i tuffi di corsa o le immersioni rapide. Corretto quindi è entrare in acqua gradualmente, bagnandosi piano piano le varie parti del corpo e poi la faccia, che rappresenta il punto focale dell’iper-riflesso vagale da immersione. Si deve anche sapere che un annegato va trattato sempre come se fosse un arresto cardiaco, anche se fa qualche raro rumoroso atto respiratorio (gasping o respiro agonico) e va sempre ricoverato di urgenza, anche se si riprende: il fenomeno più importante è l’ingresso di moltissima acqua negli alveoli polmonari. Se dovesse capitare una ripresa spontanea (se interviene il 112 il ricovero è tassativo) – conclude il dottor Simoni – e ritorno ad un ipotetico benessere, è comunque indispensabile recarsi prima possibile in ospedale. Le conseguenze più gravi sono abbastanza tardive e quindi seriamente ingannatrici».
 

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