Assalto da film a Pisa: le tracce biologiche cancellate, il sistema di apertura e i mezzi come “muri” in città – I retroscena del colpo
Abiti e passamontagna neri per sfuggire alla vista delle telecamere: il commando in fuga. I rilievi della polizia
PISA. Per “cancellare” ogni possibile traccia, hanno “inondato” gli abitacoli dei camion e dei mezzi rubati nello stabilimento Geofor – l’azienda attiva nella raccolta dei rifiuti – con la schiuma degli estintori, anche questi sottratti (dieci, in totale, quelli rubati, sette dai veicoli utilizzati per materializzare il colpo, il resto da altri mezzi parcheggiati nel piazzale).
Sfuggire alle telecamere
Per sfuggire alla vista delle telecamere, hanno indossato abiti e passamontagna neri, agendo in una zona scarsamente illuminata. I malviventi, probabilmente, avevano “studiato” anche il sistema di apertura di uno dei cancelli dello stabilimento Geofor di via Granuccio, anche sede dell’ex inceneritore di Pisa, distante appena un chilometro dalla Orotrade.
Il commando avrebbe agito in pochissimi minuti, smontando il motore del cancello e, dopo l’apertura a mano, impossessandosi dei mezzi, lasciati aperti e con le chiavi inserite nel cruscotto. Un dettaglio, questo, che ha favorito il furto e la rapidità dell’azione, permettendo così alla banda di concludere velocemente la prima parte del colpo. Nessuno avrebbe assistito all’azione.
I punti
Percorso poco meno di un chilometro, i veicoli sono stati posizionati in punti strategici della viabilità della zona industriale di Pisa e con una disposizione probabilmente studiata nei minimi dettagli per creare dei veri e propri “muri” e impedire l’accesso alle auto delle forze dell’ordine nella strada che conduce all’azienda orafa.
Un camion è stato posizionato anche davanti ai cancelli dell’istituto di vigilanza privata Corpo guardie di città, distante poche centinaia di metri dalla sede della Orotrade per ostacolare l’uscita delle autopattuglie.
«Lasciamo spazio alle indagini. Occorre approfondire numerosi aspetti di quello che è successo e analizzare vari elementi per ricostruire nel dettaglio la vicenda», dicono dalla società.
I mezzi
Il furto dei mezzi, ieri (1 giugno) ha messo in crisi anche il sistema di raccolta dei rifiuti nell’area pisana, costringendo l’azienda Geofor a una rapida riorganizzazione per garantire il servizio, anche se con ritardi e rallentamenti. «Grazie alla sforzo di tutti, la raccolta sarà garantita e sarà regolare nei prossimi giorni, nonostante l’indisponibilità di alcuni dei mezzi del nostro parco».
Gli agenti e i rilievi
Dopo i rilievi da parte del personale della questura di Pisa, i sette veicoli – compattatori e mini-compattatori – sono tornati nella disponibilità della società, ma non sono ancora utilizzabili. Alcuni sono stati infatti danneggiati e tutti sono stati rovinati dalla schiuma degli estintori, utilizzata per cancellare ogni possibile traccia biologica.
Ancora sotto sequestro, invece, il furgone della Geofor utilizzato dai malviventi per sfondare l’ingresso dell’azienda orafa finita nel mirino del commando e, probabilmente, per trasportare all’esterno i lingotti e gli oggetti preziosi trafugati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
