80° anniversario della Repubblica: irroriamo le nostre matrici
È un numero da collezione quello che intendiamo porgere nelle mani dei nostri lettori
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Dice tutto l’illustrazione pubblicata sulla copertina speciale domani, martedì 2 giugno, in edicola (e in anteprima nella foto in alto). È opera del disegnatore Andrea Camerini, il cui messaggio ci racconta la valenza della grande conquista di 80 anni fa, quando il 2 giugno 1946 anche le donne (già presentatesi per la prima volta ai seggi il marzo dello stesso anno in occasione delle elezioni amministrative) votarono per scegliere tra Repubblica e Monarchia e per eleggere i 556 membri dell’Assemblea Costituente. E ci ricorda allo stesso tempo l’importanza di mantenere viva e attiva la memoria circa i valori fondanti della nostra ossatura democratica, affinché, non dandoli mai per scontati, li possiamo rilanciare con forza nei momenti in cui il Paese ne ha bisogno.
Nel disegno che si è legittimamente conquistato la posizione più nobile del nostro quotidiano c’è un po’ tutto l’universo femminile di Camerini, attorno a quella scheda tricolore che sta per essere infilata nell’urna da una mano di donna. Ci sono l’amata nonna, la mamma, la compagna e le sue figlie, tutte insieme a irrobustire uno straordinario significato per tutti noi. Autore televisivo, radiofonico, fumettista: è proprio dall’unione e fusione di questi talenti che l’artista, originario di Piombino, ha studiato e realizzato per Il Tirreno la copertina che vuol celebrare il 2 giugno 1946, la storia della nostra Repubblica e quella delle nostre donne.
È un numero da collezione quello che domani, martedì 2 giugno, intendiamo porgere nelle mani dei nostri lettori, insieme all’omaggio di una copia della Costituzione, spesso bistrattata, ignorata nei suoi princìpi fondamentali e continuamente minacciata da riforme o da pratiche disapplicazioni, ma pur sempre l’architrave insostituibile della nostra democrazia, lo scudo principale a difesa dei diritti fondamentali di tutti i cittadini e il collante della nostra società.
Noi l’abbiamo voluta festeggiare con una serie di interviste ad autorevoli esponenti della storia repubblicana (che trovate all’interno dell’inserto speciale al centro del giornale), ma anche con una scelta più “pop”, quella di salire su una Vespa (anch’essa splendida ottantenne da poche settimane) e raggiungere il paese di Vicchio di Mugello, dove il 31 luglio 1914 nacque l’insegnante, politica, staffetta partigiana e scrittrice Bianca Bianchi, una delle 21 Madri Costituenti. Una figura che rappresenta la solidità e l’inossidabile contemporaneità delle nostre radici, che proprio dalla Costituzione ricevono costantemente un prezioso annaffiamento. Sta a noi, a tutti noi, vigilare perché l’irrigazione dei princìpi di libertà e uguaglianza e della centralità dei diritti dell’individuo non s’interrompa.
Buona Festa della Repubblica.
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