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Protesta delle spillette al Verdi di Pisa per il debutto di Beatrice Venezi: la maggioranza dei dipendenti non aderisce, applausi per la direttrice – Com’è andata

di Sabrina Chiellini

	Venezi, le spille e l'ingresso del teatro a Pisa (foto Stick)
Venezi, le spille e l'ingresso del teatro a Pisa (foto Stick)

In contemporanea c’è stato il volantinaggio in terra veneziana delle maestranze del teatro “La Fenice”

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PISA. Una chiave di violino su sfondo giallo su una spilletta in occasione della prima di “Carmen” di Georges Bizet diretta stasera – 23 gennaio – al teatro Verdi di Pisa da Beatrice Venezi, dopo il suo ritorno in Italia dall’Argentina. Alla fine ad aderire alla mobilitazione è stata circa una ventina di persone. E non hanno perso l’occasione per ironizzare sulla risposta che la stessa Venezi aveva dato ai giornalisti durante la presentazione della nuova produzione del Verdi («avrebbero potuto farle più stilizzate, magari con uno Swarovski»): qualcuno insieme alla chiave di violino ha esibito per l’appunto un paio di brillantini, giusto per rispondere alla provocazione.

Di cosa parliamo

La protesta era nell’aria, anche se alla fine la maggior parte dei dipendenti del teatro pisano ha deciso di non appuntarsi la spilletta. Fra coloro che hanno aderito alla protesta c’è Serena, addetta alla biglietteria: «Lo facciamo in solidarietà coi colleghi di Venezia. Stasera ascolteremo l’opera, ma da quanto ci è stato detto Venezi non ha le competenze per dirigere musicisti come quelli della Fenice».

Quella di stasera è stata una manifestazione simultanea: mentre a Pisa le spillette hanno accompagnato il debutto di Venezi, a Venezia le maestranze della Fenice hanno organizzato un nuovo volantinaggio, in occasione della rappresentazione di “Simone Boccanegra” di Giuseppe Verdi, per ribadire le ragioni della protesta avviata il 22 settembre scorso contro la sua nomina a direttrice musicale.

Teatro Verdi esaurito e pubblico incuriosito dalla nuova produzione. Solidale con la protesta di una parte dei dipendenti del Verdi è anche l’ex consigliera comunale del Pd Olivia Picchi, che attacca sia Venezi che le scelte del Governo: «Era doveroso essere qui stasera. Ormai l’amichettismo di Meloni è diventato imbarazzante».

Altre voci

Non mancano, però, le voci dissenzienti. Tra loro il critico musicale Alessandro Mormile, per il quale Venezi «è tutt’altro che un’incompetente, è tutta una inutile bolla, è professionalmente preparata». E quando Venezi entra e si dirige verso il podio, per lei ci sono soltanto applausi scroscianti. Seduto in platea anche il presidente del Teatro del Giglio di Lucca, Giorgio Angelo Lazzarini, che nei giorni scorsi aveva lanciato una proposta: far suonare nella città delle Mura l’orchestra della Fenice sotto la direzione di Venezi.

Una sorta di “concerto della pace”, insomma, che però è saltato per l’opposizione del sindaco di Venezia (e presidente della Fondazione Fenice) Luigi Brugnaro, per il quale il teatro lucchese non è «il luogo adatto». Lazzarini spiega di non volersi dare per vinto: «Nei prossimi giorni rilancerò la proposta», spiega.

Chi c’era

Al concerto del Verdi c’era tutta la “Pisa che conta”, insieme a tanti appassionati e ai cittadini incuriositi dalla risonanza mediatica del cosiddetto “caso Venezi”. Era, però, anche un momento importante per la musica lirica sotto la Torre: ”Carmen” di Bizet è tornata infatti al teatro Verdi dopo 12 anni di assenza, con la regia di Filippo Tonon che ha ambientato l’opera e nel periodo della Seconda rivoluzione industriale, contemporaneo alla composizione del melodramma.

Di prestigio e di solida esperienza è il cast vocale selezionato dal direttore artistico Tutino: Laura Verrecchia (mezzosoprano) è Carmen, Valentina Mastrangelo (soprano) è Micaela, Leonardo Caimi (tenore) veste i panni di Don José, Devid Cecconi (baritono) quelli di Escamillo.

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