Montecatini, 38enne gravissimo dopo la sparatoria: la lite nella taverna, il colpo di pistola e i due fratelli arrestati
La vittima era già stata aggredita a dicembre sempre nella stessa piazza: in quel caso erano stati identificati cinque uomini. I due fratelli arrestati sono accusati di tentato omicidio
MONTECATINI TERME. Un botto nella notte, un rumore improvviso che molti hanno confuso con qualche petardo avanzato dal recente Capodanno. Ma no, quel suono secco, improvviso, che ha rimbombato a due passi dal centro di Montecatini, non arrivava da un petardo, ma da una pistola. Uno sparo, con il proiettile che ha colpito alla testa un uomo di 38 anni che attualmente si trova in bilico tra la vita e la morte all’ospedale di Careggi. Un episodio che alimenta le polemiche su una escalation di violenza palpabile ovunque, anche in una città come Montecatini.
La lite nella "taverna"
È successo tutto poco prima dell’una e mezza della notte tra venerdì e ieri, all’interno della paninoteca La Taverna di Poldo, in piazza XX Settembre. All’origine di tutto, secondo la prima ricostruzione, un litigio che ha coinvolto tre persone, due fratelli di origine albanese di 31 e 33 anni, e un uomo di origine marocchina di 38 anni. Una lite che è degenerata, al punto che uno dei due fratelli a un certo momento ha tirato fuori la pistola, dalla quale è partito un colpo. Un solo colpo (volontario o meno toccherà agli inquirenti stabilirlo), ma quel singolo proiettile ha colpito alla testa il 38enne. A quel punto, mentre partivano le chiamate al 112, mentre sul posto accorrevano i carabinieri, l’automedica, le ambulanze delle Misericordie di Montecatini e di Monsummano, i due fratelli si sono dati alla fuga.
Come sta il ferito
L’uomo a terra è apparso subito gravissimo, e i soccorritori della Misericordia di Montecatini lo hanno trasportato d’urgenza a Careggi, dove si trova ricoverato in condizioni disperate. Molto più gravi di quelle, già pesanti, per cui, appena una ventina di giorni fa, era stato ricoverato all’ospedale di Pescia. Erano le 19,30 di domenica 21 dicembre, infatti, quando lo stesso 38enne (ufficialmente senza fissa dimora ma da tempo abitante in zona), fu aggredito, e sempre nella stessa piazza. In quel caso a scatenarsi contro l’uomo furono 5 connazionali, che lo colpirono ripetutamente con una mazza da baseball, con alcuni manici di vanga e con un paio di coltelli. Quell’episodio portò nel giro di poche ore all’arresto da parte della polizia dei 5 presunti autori dell’aggressione, giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, accusati di tentato omicidio e lesioni aggravate.
Arrestati due fratelli
E in carcere, con l’accusa di tentato omicidio in concorso, sono finiti anche i due fratelli autori di questa nuova aggressione i quali, probabilmente sentendo che attorno a loro si stringeva il cerchio delle indagini dei militari, hanno deciso di presentarsi spontaneamente al comando dei carabinieri. Altrettanto spontaneamente i due, anche loro senza fissa dimora, hanno consegnato l’arma (una pistola che è risultata detenuta illegalmente) ai militari, e adesso si trovano in carcere a Pistoia. Intanto, mentre il 38enne sta lottando tra la vita e la morte in un letto d’ospedale, prosegue il lavoro degli investigatori per comprendere cosa abbia portato a quell’episodio drammatico, se ci sono legami con la precedente aggressione e se a innescare il percorso chiuso con un epilogo così terribile sia stata “solo” una banale lite poi degenerata. E proprio questa appare al momento la spiegazione più attendibile e, per certi versi, anche la più inquietante.
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