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Il caso

Prato, piovono pacchetti di droga dentro il carcere e i detenuti aggrediscono gli agenti per recuperarli

di Paolo Nencioni

	Polizia all'ingresso del carcere di Prato 
Polizia all'ingresso del carcere di Prato 

Alla Dogaia continuano ad arrivare sostanze stupefacenti e telefoni cellulari: l’ultimo episodio il 28 febbraio. Arrestato un giovane che ha lanciato gli involucri dall’esterno

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PRATO. Sabato 28 febbraio, ora di pranzo, una sessantina di detenuti sono riuniti nel campo di calcio del carcere della Dogaia ma non sono lì per giocare a pallone. Aspettano una “consegna” dall’esterno del muro di cinta, e infatti di lì a poco iniziano a piovere pacchetti contenenti sostanze stupefacenti. Tre, per la precisione. La polizia penitenziaria se ne accorge e cerca di recuperarli, ma i detenuti fanno fronte comune, aggrediscono gli agenti di custodia e fanno sparire la droga.

Situazione fuori controllo

E’ l’ultima istantanea che arriva da un carcere ormai fuori controllo, dove fino a due anni fa c’è stato un preoccupante aumento dei suicidi e ora entrano regolarmente droga e telefoni cellulari, nonostante i periodici blitz delle forze dell’ordine.

L’ultimo episodio

L’episodio è stato reso noto mercoledì 4 marzo, dal procuratore Luca Tescaroli, impegnato ormai da mesi per ripristinare un minimo di legalità all’interno della casa circondariale di Maliseti. A lanciare i pacchetti con la droga sono stati un tunisino di 20 anni e un italiano di 19 anni, poi individuati e fermati all’esterno del carcere. A casa del ventenne tunisino sono stati trovati quasi 300 grammi di hashish e il giovane è stato messo agli arresti domiciliari.

I droni

Nei mesi scorsi si era scoperto che la droga arriva nel carcere di Prato anche grazie ai droni che si avvicinano alle finestre delle celle, dove non esistono reti di protezione, ma la sostanza stupefacente arriva anche coi normali pacchi postali. Lo scorso 13 febbraio la polizia penitenziaria ha intercettato un plico spedito dal familiare di un detenuto: in mezzo alle fette di salumi erano nascosti 10 grammi di cocaina e 206 grammi di hashish. E il 20 febbraio, una settimana dopo, la polizia penitenziaria ha trovato tre pacchetti all’esterno del muro di cinta: dentro c’erano 240 grammi di hashish, 24 grammi di cocaina, un telefono cellulare Samsung e una pennetta modem per collegarsi alla rete Internet. Insomma i traffici illeciti intorno al carcere continuano, nonostante i blitz ordinati dalla Procura a giugno, novembre e dicembre 2025 e a gennaio e all’inizio di febbraio di quest’anno. L’aggressione del 28 febbraio, fa notare la Procura, dimostra che i detenuti siano nelle condizioni di controllare la vita all’interno del carcere, approfittando delle carenze di organico della polizia penitenziaria.

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