Il Tirreno

Toscana

In piazza e per le strade

La Toscana si blocca per la Palestina: in 10mila sulla Fi-Pi-Li a Pisa, sassi alla Leonardo a Campi Bisenzio – La protesta città per città


	Da sx il corteo a Calenzano, la tensione davanti alla Leonardo e i manifestanti sulla FiPiLi
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Da sx il corteo a Calenzano, la tensione davanti alla Leonardo e i manifestanti sulla FiPiLi

In migliaia hanno aderito allo sciopero generale proclamato in sostegno al popolo palestinese. A Livorno presidio permanente in porto. L’azienda Beyfin chiude gli impianti di carburante

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La Toscana bloccata per la Palestina. Lo sciopero generale di lunedì 22 settembre porta sulle strade e nelle piazze della regione migliaia di persone. Con disagi ai trasporti e alla circolazione in diverse città. A Livorno i manifestanti hanno bloccato una parte del porto, a Pisa il centro città è stato paralizzato da 10mila persone che hanno sfilato per chiedere il cessate il fuoco a Gaza: il corteo ha poi raggiunto la Fi-Pi-Li bloccando la circolazione per circa 30 minuti in direzione Livorno. Anche a Calenzano la protesta ha causato disagi: bloccato il casello dell’Autosole. Di seguito il punto della situazione città per città. 

Il blocco della Fi-Pi-Li

Circa diecimila manifestanti hanno bloccato il traffico sulla Fi-Pi-Li all’altezza di Pisa aeroporto in direzione Livorno. Il corteo, dopo aver attraversato le strade della città, si è diretto verso l’aeroporto Galilei e qui ha “invaso” la superstrada. Il traffico ha subito importanti rallentamenti. Dopo circa una trentina di minuti, i manifestanti – sorpresi da un temporale – hanno ripreso la marcia verso l’uscita Pisa centro e il traffico è gradualmente tornato alla normalità.  

A Livorno

A Livorno, allo sciopero generale dell’Unione Sindacale di Base con presidio al varco Valessini, stanno prendendo parte, circa 2.500 persone. Il presidio all’ingresso del porto è cominciato alle 6 del mattino con l’arrivo dei primi manifestanti e i mezzi bloccati. Poi, dopo circa tre ore, è iniziato il presidio permanente sulla banchina Molo Italia con i manifestanti che si sono spostati all’interno del porto. Un altro presidio al varco Valessini è poi previsto per mercoledì mattina (24 settembre), sempre alle ore 6. Perché «attraccherà nel porto di Livorno – scrivono dal Gruppo Autonomo Portuali di Livorno – un’altra nave carica di armi proveniente da Israele. Che siano per la Nato o destinati al genocidio in Palestina, il messaggio deve essere chiaro: il popolo è stanco di essere complice delle guerre dei governi e dei padroni delle armi. Da giorni abbiamo perso il segnale della Slnc Severn perché oscurato dalla stessa (ecco perché non è chiaro se la nave arrivi effettivamente il 24 o se, invece, domani sera, ndr). Per questo il blocco è una necessità. Qui dentro non passa più niente». 

A Pisa

Cortei, manifestazioni e striscioni ai poli universitari. Anche a Pisa la protesta per la Palestina si fa sentire. Nella mattina di venerdì 22 circa 10mila persone si sono ritrovate sul ponte di Mezzo a Pisa per partecipare al corteo organizzato in occasione dello sciopero generale per Gaza.

Disagi al traffico, auto e trasporti bloccati e molti poli universitari rimasti chiusi per “complicità con il genocidio in Palestina”, come si legge sullo striscione affisso al Polo Piagge. 

A Firenze

Il cartello “Uscita chiusa per manifestazione” lampeggia sui pannelli a messaggio variabile di Autostrade. Da entrambe le direzioni, chi arriva a Calenzano trova i caselli sbarrati e un serpentone di auto costrette a deviare verso Prato Est. È il segnale tangibile di una protesta che, nella mattina di lunedì 22 settembre, ha trasformato uno snodo cruciale della viabilità toscana in un palcoscenico politico: “Blocchiamo tutto, per Gaza”, scandiscono i megafoni, le voci ruvide di chi ha scelto di portare la guerra mediorientale nel cuore dell’Italia produttiva. Il presidio è cominciato presto, con i pullman scaricati alla rotonda che immette all’autostrada del Sole.

Centinaia di persone, bandiere palestinesi che ondeggiano come vele, striscioni che annunciano uno sciopero contro «lo stato genocida di Israele» e contro «l’economia di guerra». Attimi di tensione una volta che il corteo è arrivato davanti alla sede della Leonardo, a Campi Bisenzio. Una parte dei manifestanti si è sganciata dal corteo e ha raggiunto la cancellata dello stabilimento. Al grido di "complici" e "assassini", hanno cominciato a scuoterla, rompendola in un breve tratto. A quel punto la polizia sistemata nel piazzale della fabbrica si è avvicinata alla recinzione in assetto antisommossa. Gli agenti, quindi, sono stati bersaglio di sassi e pietre da cui si sono protetti con gli scudi. In tanti del corteo, quindi, si sono avvicinati al fronte più caldo invitando i facinorosi a smetterla. «Basta, tornate sulla strada. Questo è quello che vogliono», gli hanno urlato evidenziando il carattere pacifico del corteo.

A Viareggio

Anche Viareggio si è svegliata nel segno della solidarietà per il popolo palestinese: centinaia di persone hanno sfilato per le vie della città chiedendo umanità per la popolazione della striscia di Gaza e denunciando i crimini di guerra in atto. 

A Grosseto

A Grosseto il corteo è partito alle 10 da piazza Rosselli e conclusione in piazza Dante. Allo sciopero generale per Gaza hanno aderito Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, il Coordinamento per la Pace di Grosseto, Cobas Scuola, Anpi provinciale, Comitato Democrazia Costituzionale di Grosseto.

A Lucca

Oltre un migliaio di persone hanno partecipato al corteo per Gaza a Lucca. Da Piazza San Michele, attraverso il centro, fino alla cattedrale di San Martino: un'adesione senza precedenti per dire “no alla guerra” e “stop al genocidio”.

Durante il corteo i manifestanti hanno portato una enorme bandiera della Palestina. Inoltre la città è stata tempestata di volantini e buste gialle, distribuite casa per casa: lettere scritte in italiano e in arabo, sul modello di quelle che tanti palestinesi hanno ricevuto e ricevono in queste ore, che contengono un invito a lasciare le case in vista dell'occupazione, dei bombardamenti, della guerra strada per strada. Dopo il corteo in centro, la protesta si è spostata alla stazione con disagi alla circolazione ferroviaria per un’ora circa.

A Carrara

Tante persone alla manifestazione organizza a Marina di Carrara a ridosso della zona portuale. Un primo presidio era stato organizzato in mattinata, alle 10; secondo presidio e partenza del corteo nel tardo pomeriggio con tante persone. 

Chiusi gli impianti Beyfin

Gruppo Beyfin Spa ha deciso per oggi la chiusura dei suoi impianti multicarburante in concomitanza con lo sciopero generale di 24 ore. «Una decisione presa dai vertici aziendali per testimoniare vicinanza nei confronti del popolo palestinese e mobilitarsi contro l’escalation di violenza dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza», si legge nella nota.
La chiusura totale degli impianti a gestione diretta si protrarrà per tutta la giornata di lunedì 22 settembre, dalle 07 alle 19, interessando sia l’erogazione dei carburanti “servito” affidata agli addetti di piazzale, sia quella in modalità self service.
«L’azienda si scusa con i clienti che si rivolgono quotidianamente alle stazioni di servizio ma ‘fare comunità’ non ha confini geografici – fanno sapere ancora nella nota –. Non da ora la situazione della popolazione palestinese è intollerabile. Beyfin non ha mai preso una decisione di questo genere nella sua storia, ma di fronte alle aberrazioni della guerra in Medio Oriente, sente forte la responsabilità di testimoniare il dissenso con un’azione visibile».

Nelle altre città

La manifestazione prosegue anche in molte altre città – più e meno grandi – della Toscana. Sono tantissimi i manifestanti che sfilano, cantano e si fanno sentire. Da parte tutti parte la condanna chiara e vibrante a ciò che sta accadendo al popolo palestinese. La protesta in Toscana andrà avanti per l’intera giornata di lunedì 22 settembre.

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di Redazione web