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Assegni familiari 2024, i nuovi requisiti e gli importi previsti. Come fare domanda all’Inps

di Leonardo Monselesan
Assegni familiari 2024, i nuovi requisiti e gli importi previsti. Come fare domanda all’Inps

I redditi da dichiarare con la richiesta sono quelli assoggettabili all’imposta sul reddito delle persone fisiche. In fondo all’articolo la tabella con tutte le cifre

19 febbraio 2024
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Con la circolare 31/2024 dell’Inps sono arrivate le indicazioni su importi e limiti di reddito del 2024 per l’accesso alle prestazioni degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione della pensione, le agevolazioni per i familiari a carico diversi dai figli destinate ai soggetti esclusi dalla normativa dell’assegno per il nucleo familiare. Sono quindi interessati da questo strumento economico coltivatori diretti, coloni, mezzadri, piccoli coltivatori diretti e pensionati delle Gestioni previdenziali speciali per i lavoratori autonomi.

Per poter accedere agli assegni familiari è necessario che nel nucleo familiare in questione non siano presenti figli di età inferiore a 21 anni o figli con disabilità (senza limiti di età), che conferirebbero invece il diritto all’assegno unico. Vi sono poi dei limiti di reddito da rispettare sia per il nucleo familiare sia per i singoli familiari a carico, che vengono aggiornati annualmente dall’Inps in base al tasso di inflazione programmato per l’anno precedente da parte dei Ministeri competenti. Per il reddito familiare vi sono due diverse soglie, che variano in base al numero degli appartenenti al nucleo, alla presenza o meno di componenti inabili al suo interno e/o del coniuge del beneficiario dell’assegno. La prima soglia determina il reddito familiare massimo entro cui si ha diritto alla piena misura degli assegni familiari. Superato questo limite si ha una riduzione dell’importo spettante, per poi arrivare al secondo limite, oltre il quale si perde completamente il diritto all’assegno. Quest’anno il tasso di inflazione programmato per il 2023 dai Ministeri competenti, con cui vengono rivalutati i suddetti limiti, è stato pari al 4,3%. Tali soglie sono poi innalzate del 10% se il beneficiario non ha il coniuge nel medesimo nucleo familiare, del 50% se nel nucleo familiare è presente una persona totalmente inabile, o del 60% se sussistono entrambe le condizioni.

I redditi da dichiarare al momento della richiesta dell’assegno familiare sono quelli assoggettabili all’Irpef, da considerarsi al lordo di detrazioni d’imposta, oneri deducibili, ritenute erariali e, infine, redditi esenti da imposta o soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta sostitutiva (questi ultimi solo se il totale è superiore a 1.032,91 euro). Anche i parenti del beneficiario, per continuare ad essere considerati a suo carico, devono rientrare in un limite di reddito mensile personale che viene rivalutato annualmente applicando lo stesso indice inflattivo.

Per il 2024, quindi, il limite di reddito per il singolo genitore, fratello, sorella o nipote passa dai 793,93 euro del 2023 a 843,04 euro. In presenza di due genitori, o soggetti ad essi equiparati, a carico, il limite reddituale mensile per entrambi sale invece da 1.389,38 euro del 2023 a 1.475,32 euro nel 2024.

Non hanno invece subito variazioni di sorta gli importi dell’assegno, che restano uguali al 2023. Per coltivatori diretti, coloni e mezzadri, l’importo per ciascun fratello sorella o nipote a carico resta quindi di 8,18 euro a l mese. Ai soli piccoli coltivatori diretti spetta invece un’indennità di 1,21 euro al mese per i genitori, o figure ad essi equiparate, come i nonni, a loro carico. Ai piccoli coltivatori diretti e ai pensionati delle gestioni speciali per lavoratori autonomi spetta invece un assegno pari a 10,21 euro per il coniuge e per ciascun fratello, sorella o nipote a carico.

La domanda per l’assegno familiare può essere presentata direttamente all’Inps, attraverso il sito web dell’Istituto o il contact center telefonico chiamando al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile. In alternativa, la richiesta può essere effettuata anche dagli enti di patronato e/o dagli intermediari dell’Inps.

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