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L'appello

Tre licei della Lucchesia e della Versilia chiedono di mettere fine alla guerra in Ucraina

di Irene Girolami*
Tre licei della Lucchesia e della Versilia chiedono di mettere fine alla guerra in Ucraina

Il 24 febbraio, a un anno dall'inizio del conflitto, gli studenti del liceo Majorana di Capannori, del Vallisneri di Lucca e del Barsanti e Matteucci di Viareggio hanno organizzato l'iniziativa "Scuole per la pace"

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Il 24 febbraio, giorno del primo anniversario dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, gli studenti dei licei Majorana di Capannori, Vallisneri di Lucca e Barsanti e Matteucci di Viareggio hanno dato vita all’iniziativa “Scuole per la pace”.

Al liceo Majorana, la mattinata è iniziata con un’assemblea d’istituto, nella quale tutti i ragazzi sono stati portati a riflettere e a discutere sul tema della guerra tra Russia e Ucraina.

È passato un anno ormai dal giorno in cui l’esercito russo ha invaso l’Ucraina. Durante questo anno abbiamo visto molte immagini di quella che è la distruzione provocata dalla guerra. Città completamente rase al suolo. Scuole, ospedali, abitazioni non esistono più nelle terre che sono state prese d’assalto. Famiglie divise, distrutte, uccise.

L’assemblea si è conclusa con una manifestazione per la pace. Gli studenti del Majorana hanno fatto sfilare i loro striscioni fino a piazza Aldo Moro, antistante il municipio, dove all’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Francesco Cecchetti, è stato consegnato un appello degli studenti contro la guerra e per la pace sociale.

Con questo appello i ragazzi chiedono al presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, che si faccia portavoce presso le istituzioni nazionali e sovranazionali affinché si fermi la guerra russo-ucraina nelle opportune sedi diplomatiche e si sostengano le azioni a favore della popolazione civile.

Gli studenti chiedono inoltre il potenziamento della scuola pubblica, favorendo tutte le forme di cultura e aggregazione, affinché si possa assicurare a tutte le classi sociali eguali opportunità di crescita e di futuro. E chiedono di promuovere l’apertura di tutte le scuole per l’intero arco della giornata, in modo che la scuola pubblica possa essere un luogo di riferimento per lo sviluppo e la crescita culturale delle nuove generazioni.

In piazza gli studenti hanno ascoltato le parole dei ragazzi del gruppo Liberamente del liceo Vallisneri di Lucca: «Tutto è stato detto ma niente è stato fatto. L’inferno è ancora qui ma ormai non fa paura. Ognuno ha il suo mestiere. I militari combattono, i politici parlano, i diplomatici tacciono, le fabbriche d’armi guadagnano. Tutto è stato detto ma niente è stato fatto. La guerra scompone i volti e noi diventiamo faccia composta della guerra. Spietato è il gesto che uccide e mostruosa l’indifferenza che l’accompagna. Tutto è stato detto ma qualcosa si può fare. E si può fare qui: a scuola. Se la scuola sceglie di essere scuola di pace. Se la scuola non si gira dall’altra parte. Se la scuola ha cura di formare uomini giusti. Se a scuola si inizia a dire forte che la patria non è terra da difendere con frontiere e cannoni ma coincide col nostro impegno morale e con un mondo abitato da uomini liberi».

È stato proposto poi l’ascolto di due canzoni significative, “La guerra di Piero” di Fabrizio De André e “Imagine” di John Lennon.

Il messaggio fondamentale che i giovani hanno voluto lanciare è di ripudiare la violenza sempre. l

*Studentessa di 18 anni

del liceo Majorana

di Capannori (Lucca)


 

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