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Quel Vermouth tutto toscano nato da tre donne sulle colline di Firenze


	Le tre produttrici toscane del Vermouth “Bouquet”
Le tre produttrici toscane del Vermouth “Bouquet”

Un vino "conciato", a ricordare i vini ippocratici degli antichi greci e romani

10 febbraio 2023
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FIRENZE. Le diversità apportano ricchezza, proprio come ogni fiore in un mazzo. Perché ciascun petalo, ciascuna foglia ha la sua peculiarità: colore, profumo, storia, aroma. Allo stesso modo, mescolando affatto casualmente achillea, salvia, finocchietto, differenti varietà di menta, artemisia - senza la quale il prodotto per legge non esisterebbe - per un totale di circa 25 botaniche, tre donne hanno creato un vermouth tutto toscano. Espressione di un territorio che è campo e terra e fatica ma anche gioia nel veder prosperare la natura, lo hanno chiamato Bouquet. Perché gli ingredienti sono un fascio di spontanee appartenenti alle colline fiorentine, ma anche perché una vignaiola, una botanica ed una distillatrice vi hanno riversato la loro esperienza. Ed eccolo, il primo vermouth agricolo delle colline di Firenze a firma Fattoria Lavacchio di Pontassieve presentato a Taste, la recente fiera delle eccellenze agroalimentari italiane.

Un vino "conciato", a ricordare i vini ippocratici degli antichi greci e romani, addizionati di erbe, frutta e spezie, messo a punto, almeno nella versione giunta fino a noi, da Antonio Benedetto Carpano in Piemonte alla fine del Diciottesimo secolo. «Non troverete l'arancio perché non esiste in azienda. Questo è un prodotto realizzato esclusivamente con ingredienti nostri. Per cui non sarà standardizzato e ci sta che la prossima versione varierà leggermente nella ricetta, a seconda di quali spontanee prospereranno fra le vigne e sui poggi, là dove la natura le pone», spiega Faye Lottero.

Perché per la legge italiana è vermouth la bevanda che contiene il 75 per cento di vino fortificato e aromatizzano con un'infusione alcolica composta da erbe e spezie tra le quali l'artemisia. L'idea fu sua, della vignaiola e proprietaria della Fattoria Lavacchio che pensò di ricavare un vino liquoroso da quello Chardonnay maturato fino a raggiungere i 15 gradi a causa del caldo torrido dell'estate 2021. «Potevamo optare per il gin, ma il cuore batte fra le barbatelle ed è stato naturale pensare al vermouth», aggiunge Faye Lottero. Per cui dopo la vinificazione dello Chardonnay, insieme alla vicina di podere, la botanica Mara Fiesolani, si è messa a raccogliere erbi spontanei. Un po' come il m'ama non m'ama: questo sì, questo no, fino a raggiungere l'armonia perfetta da venticinque botaniche. A quel punto è intervenuta la maremmana Priscilla Occhipinti, della distilleria Nannoni di Civitella Paganico.

Tre eccellenze per un Bouquet cento per cento agricolo, artigianale, biologico, tutto toscano dal piacevole profumo di agrumi (anche se non li contiene), fiori, mela cotogna, salvia e ginestra. Dolce al primo sorso, ha poi un finale salino che si fa secco e lievemente amaro, quanto basta a farne un cocktail perfetto per la stagione che verrà, aggiunto di ghiaccio, succo d'uva chardonnay, acqua tonica e una scorzetta d'arancia. Ma anche ingrediente segreto per un gelato allo zabaione, come quello proposto in fiera da Vetulio Bondi dell'omonima gelateria fiorentina. Ed ancora: da accompagnare a formaggi semi stagionati di capra, a un pezzettino di cioccolato fondente oppure sorseggiato in purezza fresco.

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