Prato, Acca rompe il silenzio dopo oltre due settimane sul picchetto di Seano
La logistica cinese dice che non ha ancora licenziato nessuno e promette di cercare una soluzione al tavolo di confronto convocato in Provincia
PRATO. Dopo oltre due settimane in cui è successo di tutto (lo sciopero alla Acca di Seano, il picchetto che bloccava le merci nel deposito, l’assalto di decine di cinesi per riprendersele e tre arresti per resistenza, lo sgombero del picchetto e la manifestazione di protesta di domenica in centro a Prato) la società di logistica cinese si fa viva con un comunicato per dire la sua. Dicendo tra l’altro di non aver ancora licenziato nessuno e promettendo l’impegno a trovare una soluzione al tavolo di mediazione convocato dalla Provincia.
«Il presidio non autorizzato che da giorni occupa l’ingresso della società – si legge nella nota di Acca srl – è sorto soltanto e solamente in quanto la società ha comunicato che a breve - entro la prima metà del mese di luglio - l’immobile
di via Copernico 29, è soggetto a sfratto esecutivo. Pertanto la società, già gravata da un sequestro relativo ad un procedimento penale in corso, si è venuta a trovare in un’evidente difficoltà di gestione, e pertanto non si sarebbe potuta escludere la cessazione dell’attività. Ad oggi si precisa che nessuna decisione definitiva è stata assunta e che nessun licenziamento era ed è stato intimato. Per quanto riguarda il procedimento penale – viste le dichiarazioni di esponenti dei Sudd Cobas che tendono a sostituirsi all’autorità giudiziaria – verrà trattato nelle opportune sedi, dove ciascuno avrà la possibilità di esprimersi, ed il giudice di valutare. Per quanto concerne l’attività della Acca srl, si ribadisce quanto già affermato nel tavolo coordinato dalla Provincia di Prato e dai Comuni interessati: la società sta cercando di individuare una soluzione alla crisi aziendale, nel rispetto dei diritti di tutti, lavoratori compresi. Non è stata mai
nascosta la difficoltà in cui versa l’azienda, ed al tavolo aperto è stata dettagliatamente evidenziata. Quello che è accaduto venerdì 3 luglio scorso, non ha nulla a che vedere con l’Acca srl. Difatti lo sgombero dei manifestanti ed il tentativo di restituzione della merce contenuta nel fabbricato della
società, sono dipesi da un provvedimento della Procura di Prato, a seguito di un procedimento penale aperto a carico dei manifestanti Sudd Cobas. Procedimento, anche questo, che verrà definito dall’autorità giudiziaria. Acca srl è comunque estranea all’origine del provvedimento della Procura, che si è attivata invece a seguito di denunce sporte da varie imprese, proprietarie dei beni collocati nel magazzino di Acca srl. Il tavolo convocato dal presidente della Provincia rimane il luogo deputato al confronto con le
istituzioni e le sigle sindacali, e l’azienda ribadisce il proprio impegno in quella sede. Purtroppo, è necessario segnalare che il presidio non autorizzato sta provocando enormi difficoltà a tutte le aziende, che legittimamente reclamano di rientrare in possesso della loro merce, stoccata presso lo stabilimento. Tutto questo provoca danni diretti anche alla Acca srl, che non potrà incassare le fatture relative alle spedizioni della merce illegittimamente bloccata, e dovrà altresì risarcire i danni che i singoli clienti patiscono e patiranno. Si precisa che sono già arrivate all’indirizzo
pec dell’Acca srl oltre 50 richieste di risarcimento danni. Tutto ciò rischia di azzerare la possibilità di una soluzione positiva della crisi aziendale. Inoltre, il perpetrarsi di tale situazione, rischia di compromettere anche l’attività di tutte le aziende
produttrici, con evidenti ricadute dal punto di vista occupazionale. Paradossalmente l’azione di picchettaggio ostruzionistico dei Sudd Cobas mette a rischio, come è facilmente comprensibile, altri posti di lavoro. Acca srl auspica che si possano mitigare i toni del confronto, riprendendo il dialogo che faticosamente era stato intrapreso il 1° luglio al tavolo convocato dal presidente della Provincia,
ed a tal fine conferma e ribadisce il proprio impegno in questa sede».
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