Prato, è stato pagato un riscatto di mezzo milione per la liberazione dell’imprenditore cinese
La vera storia del sequestro lampo di dicembre: ora è caccia a due bulgari ingaggiati per prelevare Yang Yixian
PRATO. Potrebbero essere stati due bulgari a prelevare l’imprenditore cinese Yang Yixian, 46 anni, rapito lo scorso 30 novembre all’uscita dal locale “Magic Voice” di via Roubaix e rilasciato il 5 dicembre dopo un sequestro lampo e il pagamento di un riscatto in criptovaluta.
Emerge questo dagli sviluppi dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Leopoldo De Gregorio, della Direzione distrettuale antimafia, e affidata al Nucleo investigativo dei carabinieri di Prato. I due bulgari, ora irreperibili, sarebbero quelli che, spacciandosi per poliziotti, hanno prelevato Yang Yixian all’uscita dal locale di karaoke, ma quasi certamente non sono gli ideatori del sequestro. Sopra di loro ci sarebbe almeno un cinese, che forse è quello che ha intascato il riscatto.
A proposito del riscatto, nelle carte dell’inchiesta emerge una novità anche su questo. Si era detto che i familiari di Yang erano stati convinti a versare 100.000 euro in criptovalute su un conto non tracciabile, ma il vero riscatto sarebbe molto più alto: 500mila dollari, 416mila euro al cambio attuale.
Lo scorso 13 dicembre i carabinieri hanno arrestato i presunti “carcerieri” di Yang Yixian, Wang En Bao di 39 anni e Zheng Shuai di 41 anni, due connazionali che lo hanno tenuto prigioniero in uno scantinato nella zona di via Curtatone. I due sono stati incastrati dalle immagini riprese da alcune telecamere al momento del rilascio, in viale Galilei.
All’identificazione dei due bulgari i carabinieri sarebbero arrivati grazie ad altre immagini, quelle riprese dalle telecamere nella zona del locale di via Roubaix, dove è stato rapito l’imprenditore. Gli occhi elettronici avrebbero catturato la targa dell’auto usata per portare via Yang e di lì si è risaliti ai due presunti esecutori del sequestro. Eseguito il compito e incassato il compenso da parte dell’ideatore del rapimento, i due si sono eclissati e non è escluso che ora si trovino all’estero. L’Audi A6 servita per potare via Yang risulta entrata in Italia il 26 novembre dal porto di Brindisi e nella tarda mattinata del 30 novembre è stata vista passare dalla frontiera di Trieste, verosimilmente diretta in Bulgaria. Insomma, i due potrebbero essere stati ingaggiati appositamente per il “servizio”.
Resta ancora da chiarire il movente del sequestro: se sia stato un rapimento a scopo di estorsione oppure l’azione di persone che vantavano crediti nei confronti di Yang Yixian, ipotesi esclusa dalla famiglia. Yang aveva gestito un florido giro di scommesse illegali guadagnando 6 milioni di euro e per questo dal 2023 era ricercato in Cina. Il 3 maggio dell’anno scorso è stato fermato al posto di frontiera di Bardonecchia su mandato di arresto della Cina, ma due giorni dopo la Corte d’appello di Torino ha respinto la richiesta di estradizione e lo ha rimesso in libertà.
La moglie di Yang Yixian, sentita dagli inquirenti, ha raccontato di aver ricevuto messaggi dai rapitori e di aver pagato subito 100mila euro per tenere in vita il marito, poi altri 300mila, sempre attraverso familiari e conoscenti in Cina. Non si sa se sia stata pagata anche l’ultima tranche.
