Pontedera, incontro a scuola con Francesca Albanese: docente rischia una sanzione disciplinare
Alla professoressa è arrivata la contestazione disciplinare. Il caso risale a inizio dicembre. Cuomo (Flc Cgil): «Procedure seguite correttamente»
PONTEDERA. C’è una professoressa del liceo Montale di Pontedera che rischia di ricevere un provvedimento disciplinare. La sua colpa? Aver organizzato la partecipazione di alcune classi dell’istituto superiore al webinar dello scorso 10 dicembre con Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni unite per i territori palestinesi. La contestazione alla docente è arrivata a inizio gennaio, dopo l’ispezione inviata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ed è trapelata solo ora.
Un caso nazionale
La vicenda era esplosa pochi giorni dopo l’incontro online con Albanese. In territorio pisana il primo attacco era arrivato da Matteo Bagnoli (Fratelli d’Italia) che aveva segnalato che al Montale e al liceo Dini di Pisa la videoconferenza si era svolta «enza alcun elemento di contraddittorio e in un contesto che ha assunto connotazioni chiaramente politiche. La scuola non può diventare un luogo di propaganda, ma deve rimanere un ambiente di formazione libera». In particolare venivano stigmatizzati gli attacchi di Albanese al governo Meloni. Accuse che erano state ribadite anche da diversi esponenti locali e nazionali della Lega, ma che già il 12 dicembre proprio i docenti del Montale avevano respinto al mittente, spiegando che alcune classi avevano assistito «alla presentazione online del libro "Quando il mondo dorme" della dottoressa Albanese iniziativa organizzata su scala nazionale nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza globale, come previsto dal curricolo di Educazione civica di istituto. Si è trattato di un’attività formativa condivisa con gli studenti, inserita nel quadro delle iniziative promosse dalla scuola per favorire la partecipazione democratica, la conoscenza delle istituzioni internazionali e il dialogo tra studenti e professionisti impegnati in contesti globali». E – si sottolineava non c’erano state «imposizioni, irregolarità, forzature didattiche o strumentalizzazioni politiche da parte della scuola o dei docenti».
Ispezione dal ministero
Pochi giorni dopo la notizia dell’invio da parte del ministero di un’ispezione nei due istituti pisani (Montale e Dini) e di uno di Massa. Una mossa che viene condannata dai sindacati, da gran parte della politica e anche da 292 professori che sottoscrivono una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La contestazione
All’esito dell’ispezione, la dirigente scolastica del liceo Montale ha dato il via alla procedura per una contestazione disciplinare.
In sostanza, dopo la notifica alla docente, quest’ultima ha potuto presentare una memoria difensiva ed entro 120 giorni sempre la dirigente potrà decidere se archiviare il tutto o se procedere con un provvedimento disciplinare, che potrebbe concretizzarsi in un avvertimento verbale o scritto.
«Abbiamo tutelato la docente – spiega il segretario provinciale della Flc Cgil Pasquale Cuomo – anche perché la procedura è stata seguita in maniera corretta: il collegio docenti si era espresso sull’iniziativa, il consiglio di classe era stato informato e così pure la dirigente». A quanto risulta, quella del Montale è l’unica contestazione disciplinare avanzata dopo il caso del webinar con Albanese a inizio dicembre.
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