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Il caso

«Ciao, puoi prestarmi 875 euro?», l’ultima truffa telefonica colpisce anche in Toscana: richieste di soldi su WhatsApp da numeri in rubrica

di Redazione Pontedera

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Dietro a questi tentativi c’è sempre un soggetto non autorizzato che ha ottenuto l’accesso a dispositivi o account, spesso a scopo di frode, spam o per rubare dati personali e bancari: come difendersi

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PONTEDERA. «Ciao, potresti prestarmi 875 euro? Devo pagare urgentemente il notaio e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera». E ancora: «Ho dimenticato il portafoglio a casa. Puoi trasferire 650 euro su Ibank?». Sono due dei messaggi che oggi, 28 gennaio, anche utenti della Valdera e della provincia di Pisa, hanno ricevuto sui loro telefoni cellulari.

Questa volta la truffa arriva da numeri inseriti nelle varie rubriche telefoniche dopo che i malviventi hanno compromesso gli account di WhatsApp di persone conosciute, inviando richieste di denaro agli amici e ai contatti della vittima.

Chi legge la comunicazione tende a fidarsi, perché il messaggio sembra arrivare da qualcuno che conosce personalmente. In realtà, l’account WhatsApp della persona è stato hackerato e il messaggio proviene da truffatori. Meglio stare attenti, non rispondere ai messaggi, non inviare mai denaro né condividere dati bancari. È fondamentale segnalare immediatamente qualsiasi account compromesso alla piattaforma e avvisare amici e contatti per evitare che altri cadano nella trappola.

Cosa fare

Per prevenire questo tipo di truffe, gli esperti consigliano di controllare regolarmente eventuali accessi sospetti o messaggi non autorizzati; segnalare immediatamente qualsiasi account sospetto o compromesso; diffidare di richieste urgenti di denaro, anche se provengono da conoscenti. Gli utenti alle prese con questi raggiri sono invitati a presentare denuncia. La tempestività delle segnalazioni aiuta le autorità a monitorare e contrastare la diffusione di questi schemi fraudolenti.

Si consiglia anche di chiudere e installare di nuovo WhatsApp, sempre per precauzione. Dietro questi tentativi c’è sempre un soggetto non autorizzato che ha ottenuto l'accesso a dispositivi o account, spesso a scopo di frode, spam o per rubare dati personali e bancari.

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