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Legge un articolo del Tirreno e viaggia per 500 km: all’ospedale di Cecina l’intervento che le cambia la vita

di Claudia Guarino
Il primario Stefano Masoni con la dottoressa Letizia Freschi
Il primario Stefano Masoni con la dottoressa Letizia Freschi

La 31enne ha letto che il primario di Cecina aveva già effettuato la procedura ed è arrivata dall’Abruzzo: «Rimasta pienamente soddisfatta»

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CECINA. Aveva sentito vari specialisti ma, purtroppo, senza riuscire a trovare una soluzione al suo problema. Poi, un giorno, facendo delle ricerche sul web si è imbattuta in questo articolo del Tirreno: “Cecina, donna con due vagine e due uteri operata: l’intervento raro in ospedale” e ha capito che, forse, il nostro ospedale era il posto giusto per lei, che presentava una storia molto simile a quella della donna citata nell’articolo. È quindi venuta a Cecina dall’Abruzzo, regione in cui abita, e ha deciso di farsi operare dal primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale, il dottor Stefano Masoni, e dalla dottoressa Letizia Freschi. «L’intervento effettuato per via isteroscopica – dice il dottor Masoni – ha avuto esito positivo con il rimodellamento completo della cavità uterina e della vagina. E la paziente è rimasta pienamente soddisfatta». Ma andiamo con ordine.

L’altra operazione

Alla fine del 2024 all’ospedale di Cecina è arrivata una paziente di Massa Marittima affetta da malformazione uterovaginale. Era cioè nata con un apparato riproduttivo doppio e aveva un intero setto genitale, con utero e vagina, diviso a metà. L’intervento effettuato in ospedale è riuscito a eliminare il setto che divideva le due parti consentendo così alla donna di avere un’unica vagina e un’unica cavità uterina. Un caso, quest’ultimo, che era stato considerato raro per l’estensione della malformazione ma non rarissimo per la tipologia. «Capita spesso – ha spiegato Masoni all’epoca – quando facciamo l’isteroscopia di trovare pazienti che hanno un doppio utero nella parte superiore. In quel caso invece la divisione era completa, le parti erano due: semplicemente più piccole. Accade perché i dotti di Muller, strutture che appaiono in entrambi i sessi durante lo sviluppo embrionale, non si sono ben formati».

500 chilometri

Ed è ciò che è capitato anche a una 31enne abruzzese. «La paziente – spiega il dottor Masoni – era affetta da una malformazione uterovaginale simile a quella che avevamo già operato dandone comunicazione alla stampa, data la particolarità dell’intervento. La paziente abruzzese che già sapeva di essere portatrice di malformazione si era rivolta a specialisti abruzzesi e marchigiani, senza ricevere risposte soddisfacenti. Nel corso di ricerche su internet si è imbattuta nell’articolo che riguardava l’intervento eseguito da noi e ci ha quindi contattato. Non ha poi esitato a viaggiare per oltre 500 chilometri per venire di persona a Cecina, vedere la struttura e sentire il nostro parere. Sentitasi rassicurata, ha quindi deciso di sottoporsi all’intervento nel nostro ospedale».

«Tutto bene»

L’intervento, eseguito dal dottor Masoni e dalla dottoressa Freschi è andato a buon fine. «La paziente – conclude il primario – è rimasta pienamente soddisfatta dell’accoglienza e del trattamento ricevuto, profondamente grata agli operatori, al personale del reparto e a quello del blocco operatorio».

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