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Tradizioni e rischi

Pontedera, rebus festa delle matricole. I presidi: «Servono controlli»

di Paola Silvi
Pontedera, rebus festa delle matricole. I presidi: «Servono controlli»

Ricorrenza di domenica 5 novembre: l’arrivo degli universitari sabato o lunedì. Niente scuole chiuse ma provvedimenti per gli studenti che escono

31 ottobre 2023
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Pontedera Difficile giocare d’anticipo quest’anno. E prepararsi in vista della giornata delle matricole, quella in cui gli universitari, armati di fischietti, attraversano la passerella e “buttano fuori”, ovvero accompagnano all’uscita gli studenti degli istituti superiori pontederesi. Perché il solito rito goliardico che negli ultimi tempi è stato al centro di numerose discussioni e qualche polemica cade, come da decenni ormai, il 5 novembre. Ma è domenica. Così, tra ipotesi e aspettative, l’iniziativa attesa con gioia dalla maggior parte degli studenti ma con altrettanta preoccupazione dai presidi, diventa un rebus. E per una serie di motivi. Che spaziano dall’organizzazione di un momento che si preannuncia sempre carico di eccitazione e comportamenti ai limiti della legalità che possono, proprio come successe due anni fa, degenerare in vandalismi, effrazioni e parapiglia, alla data certa in cui andrà in scena la mattina del “libera tutti”.

Perché ancora nessuno, né i giovani protagonisti, né i dirigenti scolastici sanno con esattezza quando cadrà l’evento. Se sarà anticipato a sabato 4 novembre oppure se slitterà a lunedì 6. E questo dubbio crea non pochi problemi di gestione e ritarda il sistema complesso di contromisure da mettere in campo. Così se da un lato il ricordo delle intrusioni forzose e del parapiglia che si verificarono nel 2021 davanti al cancello e alla porta dell’Itcg Fermi, è ancora vivo nella memoria del dirigente scolastico Luigi Vittipaldi, dei colleghi e dei tanti alunni poi sospesi, dall’altra, alla vigilia della nuova giornata delle matricole, non ci sono ancora soluzioni concordate all’unanimità. Ma solo la consapevolezza di dover tenere sotto controllo la sicurezza e l’auspicio di non incorrere in danni agli edifici e soprattutto in episodi di violenza. Che fra l’altro, non sembrano scomparire tra le vie del villaggio scolastico o nel piazzale davanti allo stadio.

Tanto che solo un paio di settimane fa, in diverse occasioni, sono volati insulti, offese e diverse risse, più o meno gravi, tra i ragazzi. «Due anni fa – ripercorre gli eventi Vittipaldi – le azioni di forza per sfondare gli accessi della scuola, la baraonda generale sfociata in aggressività e le uscite senza autorizzazione capitarono come un fulmine a ciel sereno. L’anno successivo allora inquadrammo la questione come si deve, come un problema di ordine pubblico. Feci presente la situazione al tavolo sulla sicurezza, ne parlai con i rappresentanti dei genitori ma soprattutto inviai una pec di segnalazione alla questura e alla prefettura nella quale richiesi di adottare tutte le misure a disposizione per prevenire i casi di illegalità». E infatti il villaggio scolastico fu blindato da polizia e municipale. «Stavolta però non mi sono mosso in prima persona. Ci sono organi deputati ad occuparsi della sicurezza sul territorio e do per scontato che le azioni deterrenti messe in campo l’altro anno vengano mantenute e riproposte».

Dello stesso avviso il preside dell’Itis Marconi Pierluigi Robino. «Usanza o consuetudine, poco importa. Per quanto mi riguarda – aggiunge – il 5 novembre, che forse sarà il 4, è un giorno di scuola come gli altri. Spero che ci sia il supporto delle autorità di pubblica sicurezza e non autorizzo nessuno ad allontanarsi dalle lezioni. Immagino che siano presenti dei controlli, dal momento che le forze dell’ordine sono già presenti quotidianamente all’interno dell’area».

I presidi insomma si aspettano un aumento della vigilanza per eliminare sul nascere i rischi e i pericoli che potrebbero capitare. «Ovviamente – aggiunge Vittipaldi – con apposita circolare comunicherò ai genitori che se i figli lasceranno la scuola dovranno giustificarli e accompagnarli personalmente il giorno successivo». Così se blindare gli edifici scolastici è impensabile, i ragazzi devono scegliere e prendersi le proprie responsabilità. E quest’anno toccherà anche agli alunni dell’Ipsia Pacinotti decidere se rimanere in classe o farsi “buttare fuori”. Di solito il consiglio d’istituto del professionale optava per sospendere l’attività didattica nella festa delle matricole. Per evitare di affrontare attimi di disordine che potevano crearsi la scuola restava chiusa. Ma non sapendo con certezza quale giorno individuare, non ci sarà vacanza programmata. l

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