Il Tirreno

La protesta

Torino, guerriglia e feriti al corteo per Askatasuna: poliziotto aggredito con calci e martellate

di Laura Pirone

	Un fermo immagine del video che mostra l'aggressione al poliziotto a Torino
Un fermo immagine del video che mostra l'aggressione al poliziotto a Torino

Scontri alla manifestazione organizzata in difesa del centro sociale sgomberato. Lancio di bombe carta e lacrimogeni, in fiamme un blindato della polizia. Meloni: «Non sono manifestanti ma nemici dello Stato»

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TORINO. Lancio di pietre, bombe carta, lacrimogeni, feriti e un blindato della polizia dato alle fiamme. A Torino è andata in scena una guerriglia urbana che si è protratta per oltre due ore, nel corso delle proteste contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso 18 dicembre.

Sei persone ferite in modo non grave sono state trasportate dai 118 di Torino al Cto e al Giovanni Bosco. E sono almeno 11 i feriti tra le forze dell'ordine. Ci sarebbero dei fermi di polizia fra i manifestanti. Fatti che hanno portato la premier Giorgia Meloni a rimarcare che «difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all'impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile».

Il poliziotto aggredito

Sui social è stato postato dall'ex senatore del Pd Stefano Esposito un video che mostra l'aggressione ai danni di un poliziotto da parte di dimostranti, anche con un martello. «Le immagini dell'agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato», ha scritto la premier Giorgia Meloni su X, «a farne le spese sono state le forze dell'ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata».

Le reazioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze. Il sindaco di Torino ha espresso «una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione», e ha annunciato che «la Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell'interesse collettivo». «Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c'è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge», il commento del vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, mentre per l'altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, «servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando».

Gli scontri

Il pomeriggio è stato pieno di tensione sotto la Mole. Dopo una partenza separata, i tre cortei, partiti da Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova, sono confluiti in un unico corteo lungo il Po. Sarebbero stati circa 15mila i partecipanti alla manifestazione, anche se per gli organizzatori in piazza vi erano oltre 50mila persone. Dopo aver svoltato in corso Regina Margherita per raggiungere la sede che ospitava il centro sociale Askatasuna, è salita la tensione. I manifestanti hanno lanciato bombe carta, fumogeni colorati e sparato fuochi d'artificio alle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, che hanno risposto con gli idranti e un fitto lancio di lacrimogeni. Gli scontri sono continuati tra gli avanzamenti dei manifestanti verso il quartiere Vanchiglia, nel tentativo di raggiungere lo stabile che fino a dicembre scorso ospitava Askatasuna, e la risposta delle forze dell'ordine, che attivando gli idranti respingevano indietro il corteo.

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